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Perché lei è più abbronzata di me?

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Pubblicato il: 16-07-2003

Quale arcano meccanismo si cela dietro l'abbronzatura? Quali sono le differenze tra le diverse carnagioni? Come agiscono le creme solari? Ecco tutte le risposte!

Sanihelp.it - L’abbronzatura è l’espressione di un processo di autodifesa del nostro corpo contro l’azione aggressiva dei raggi solari.
Il meccanismo è abbastanza semplice: i raggi del sole attivano delle cellule specializzate presenti nella pelle, i melanociti, che producono la melanina e la immagazzinano in vescicole che migrano tra le cellule della pelle.

È questo pigmento, insieme ad un altro, il carotene, prodotto da altre cellule della pelle, che agisce come una barriera protettiva contro i raggi del sole e che dà il colore bruno caratteristico dell'abbronzatura.

Tipo 1
Le persone che appartengono a questa fascia hanno una carnagione lattea, i capelli rossi, gli occhi chiari e parecchie lentiggini. Nei confronti del sole praticamente non hanno difese naturali, si scottano, pertanto, sempre con facilità e non si abbronza mai.

Tipo 2
Le persone che appartengono al fototipo 2 hanno una carnagione molto chiara, i capelli biondi e gli occhi chiari; si scottano sempre con facilità e si abbronzano poco.

Tipo 3
Fanno parte di questa fascia le persone con una carnagione sempre chiara, con i capelli castani e gli occhi marroni. Al sole si scottano moderatamente e si abbronzano gradualmente.

Tipo 4
Di questa fascia fanno parte le persone con capelli bruni, la carnagione olivastra e gli occhi scuri. Si abbronzano rapidamente e non si scottano quasi mai

Tipo 5
Anche le persone fototipo 5 hanno una carnagione scurissima, gli occhi neri e i capelli bruni. Al sole si abbronzano intensamente, con rapidità e si scottano raramente.

Tipo 6
Del tipo 6 sono chiaramente quelle persone con una carnagione nera, con i capelli e gli occhi neri. Non si scottano mai e sono sempre intensamente pigmentati.

Le variazioni di colore della pelle abbronzata tra diverse persone dipendono proprio dal numero, dalla distribuzione e dalla dimensione di queste vescicole. Le persone con la pelle chiara o i bambini, che non producono grosse quantità di melanina, sono quelle che più facilmente si scottano. Anche alcuni farmaci o alcune malattie possono contribuire a diminuirne la produzione.

A seconda della sensibilità della pelle ai raggi UV possiamo distinguere sei fototipi (vedi tabella a lato). L’appartenenza ad un gruppo piuttosto che ad un altro farà variare le abitudini all’esposizione solare e influenzerà la scelta della crema solare.

Se non si vogliono correre rischi è necessario prendere l’abitudine di utilizzare creme solari, che sono sostanze in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette in due modi: - assorbendole: in questo maniera si degradano al posto delle strutture cellulari
- rinfrangendole: deviandole dalla pelle cosi che non possano raggiungerla.

Il grado di protezione delle creme è definito dal cosiddetto Fattore di protezione solare (SPF), un numero che indica di quante volte aumenta il tempo in cui ci si può esporre al sole senza conseguenze. questo fattore è correlato ad un altro indice, chiamato Dose minima di eritema (DME), che varia a seconda del tipo di pelle.

Il DME indica il tempo di esposizione al sole, senza protezione, trascorso il quale la pelle sviluppa un eritema. Quando si supera il proprio tempo di protezione, la scottatura è inevitabile.

Solitamente la DME di una pelle fototipo 3-4 è di 15-20 minuti quindi un SPF pari a 6 indica che si può stare al sole per più di un'ora e mezza senza rischiare scottature.

Ma non bisogna fare troppo affidamento su questa codificazione. Intanto tutto dipende dalla resistenza individuale e in secondo luogo ci sono diversi fattori che influiscono sulla capacità di protezione come l’acqua, la sabbia, il sudore e la pre-abbronzatura.
 


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Redazione Sanihelp.it

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