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Sesso e Aids

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Pubblicato il: 03-04-2003

Educazione sessuale e AIDS - Uno studio recente rivela che l'educazione alla prevenzione del contagio da HIV potrebbe essere più efficace se impartita ai ragazzi quando non sono ancora sessualmente attivi.

Sanihelp.it - NEW YORK - Lo studio verifica le abitudini e il comportamento sessuale degli studenti delle scuole medie e superiori sia dopo un programma specifico per la prevenzione dell’HIV e di altre malattie sessualmente trasmesse sia dopo un normale corso di educazione sanitaria. Studenti di etnie e ambienti diversi sono stati intervistati all’inizio e dieci mesi dopo i corsi.

I risultati, pubblicati dalla rivista "Archives of Peditric and Adolescent Medicine", dimostrano che studenti che erano già sessualmente attivi prima del corso sono più inclini a continuare rapporti sessuali non protetti e altri comportamenti sessuali ad alto rischio.
Tra gli studenti già sessualmente attivi, soprattutto tra i maschi delle scuole medie, pochi hanno riferito di aver cominciato a praticare il sesso sicuro,. Secondo i dati raccolti, circa il 63% dei ragazzi e il 30 delle ragazze nella scuola media hanno già avuto esperienze sessuali.

Tra gli studenti partecipanti al programma specifico, invece, si riscontrava un impegno fattivo ad un comportamento sessuale sicuro, e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. La percentuale di studenti che affermavano di voler praticare sesso sicuro dopo il corso è risultata più alta tra gli studenti delle scuole medie che tra quelli delle scuole medie superiori.
“Il nostro studio, spiega il Dott. David M. Siegel, autore della ricerca, tende a instradare gli studenti verso una sessualità pulita e sicura e non a incoraggiare un incremento dell’attività sessuale”.
La scoperta che, dopo il corso, le attitudini e le pratiche sessuali degli studenti rimanevano influenzate dalle loro precedenti esperienze e convinzioni “indica il bisogno di un intervento in età prematura, ossia prima che i comportamenti dannosi si siano radicati” dice Siegel.

In un editoriale che accompagna l’articolo, la Dott.ssa Bonita F. Stanton e il Dott. Mark Gibson di Morgantown, West Virginia, sottolinea che lo studio fornisce un quadro del rapporto tra adolescenti e sessualità.

Le scoperte non mostrano soltanto che è possibile plasmare il comportamento sessuale dei giovani, scrivono gli editorialisti, ma anche l’importanza che insegnamenti sul sesso sia forniti prima che essi diventino sessualmente attivi più che dopo le loro prime esperienze.

I dati sono stati raccolti tra circa 4000 studenti americani di 10 scuole diverse. Metà di essi erano afro-americani, 16% ispanici, 20% bianchi e 14% di altre razze ed etnie.

Il programma educazionale preso come base dello studio è il “Rochester AIDS prevention project for Youth (RAPP)”. Gli insegnamenti impartiti nel corso partendo da notizie generali in campo sessuale scendono poi nello specifico con obiettivo primario la prevenzione e il trattamento dell’HIV / AIDS. Il programma prevede l’utilizzo di giochi, rappresentazioni, ed altre attività interattive. Un maschio ed una femmina, che riflettono l’etnia della classe, guidano le lezioni.



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Redazione Sanihelp.it

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