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Alimentazione

5 motivi per mangiare più pesce

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Pubblicato il: 15-06-2010

La NFI, Nutrition Foundation of Italy, ha recentemente messo a punto un dossier scientifico sui benefici e il valore nutrizionale del pesce per una vita sana e di qualità.

5 motivi per mangiare più pesce © Sxc Sanihelp.it - Il pesce è un alimento ricco di sostanze fondamentali per il nostro organismo: proteine nobili, fosforo, vitamine e acidi grassi essenziali.

Soprattutto questi ultimi, noti anche con il nome di Omega 3, rivestono un ruolo di grande importanza per la prevenzione di malattie gravi come le patologie cardiovascolari, neurodegenerative e immunitarie.
In generale è stato dimostrato che il consumo di acidi grassi polinsaturi, in particolar modo di quelli a catena lunga (EPA e DHA), riduce i livelli di trigliceridi, l’aggregazione piastrinica e stabilizza il ritmo cardiaco.

La necessità di introdurre almeno 2 porzioni di pesce nell’alimentazione settimanale di ogni individuo, di qualunque età e sesso, è ormai ampiamente conosciuta; nonostante ciò ancora oggi l’80% della popolazione non assume la quota giornaliera di EPA e DHA consigliata, come testimonia una ricerca italiana.

Nel tentativo di promuovere una campagna educativa a favore del consumo di pesce abbiamo sintetizzato di seguito in 5 punti gli effetti benefici derivanti dall’adozione di un’alimentazione ricca di questo alimento.

1- effetti positivi sul sistema cardiovascolare
I primi studi risalgono agli anni Settanta e avevano come oggetto gli abitanti della Groenlandia che a fronte di un alto consumo di pesce presentavano un risultato interessante: una bassa prevalenza di mortalità per infarto.
Ricerche successive hanno dimostrato che sono sufficienti 30 g di pesce al giorno (1 o 2 porzioni a settimana) per ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e proteggere la salute del cuore e dei vasi.
L’introduzione di almeno 1 porzione di pesce (sia magro che grasso) a settimana nella dieta rappresenta inoltre un valido aiuto per la prevenzione del diabete di tipo 2, come risulta dallo studio EPIC – Norfolk (European Prospective Investigation of Cancer).

2- miglioramento del tono dell’umore
Vari studi hanno dimostrato che l’abitudine di consumare pesce riduce la probabilità di sviluppare la depressione.
In Giappone, dove il consumo di questo alimento è notoriamente elevato, si è visto che i casi di depressione sono molto più bassi che in altri Paesi come la Germania, la Nuova Zelanda e il Canada dove il consumo di pesce è carente.

3- riduzione del rischio di demenze
Il Chicago Health and Aging Project, uno studio effettuato sulla popolazione relativo ai fattori di rischio per l’Alzheimer, ha confermato che il consumo settimanale regolare di pesce riduce di circa il 60% il rischio di sviluppare questa patologia rispetto al consumo saltuario (Morris, 2003).
Gli effetti positivi del pesce nel contrastare le malattie neurodegenerative sono solitamente attribuite all’alto contenuto di DHA, ma non bisogna trascurare altri componenti quali ad esempio il selenio che svolge un ruolo di primo piano nella funzione celebrale.

4- ruolo positivo nella riduzione dell’insorgenza di patologie allergiche
Uno studio eseguito nel 2006 ha evidenziato come due porzioni di pesce al mese, dallo svezzamento al primo anno di vita, limiterebbero il rischio di sviluppare rinite allergica, asma ed eczema in quei soggetti che non presentano fattori ereditari di predisposizione verso queste malattie.
Effetti positivi sono stati registrati anche in donne giapponesi e tedesche affette da rinite allergica.

5- controllo del peso
È stato dimostrato che la resistenza insulinica, così come le concentrazioni plasmatiche di leptina e grelina (due degli ormoni che regolano l’appetito e la sazietà) sono influenzati positivamente dal consumo di pesce: uno studio effettuato su giovani in sovrappeso e adulti obesi ha infatti confermato che nell’ambito di una dieta ipocalorica a fronte di un consumo regolare di pesce magro (dalle 3 alle 5 porzioni settimanali di 150 g di merluzzo), il calo di peso è significativamente più elevato rispetto ad un regime alimentare analogo ma privo di pesce (Ramel 2009 b).
 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
NFI, Rio Mare

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