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Ernia post-operatoria operabile in laparoscopia

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Pubblicato il: 24-06-2010
Sanihelp.it - Solo tre fori di un centimetro ciascuno. Trauma e dolore dopo l’intervento ridotti, così come i rischi di infezioni, diminuiti di 6 volte, quelli di recidive sotto il 6%, ma anche l’uso di farmaci. Minimizzate degenza e convalescenza, che scendono rispettivamente da 7 a 2-3 giorni, e da 1 mese a 1 settimana. Una rapida ripresa del paziente e una buona qualità di vita.

Sono i dati incoraggianti per il trattamento laparoscopico del laparocele, l'ernia della parete addominale che può insorgere in seguito a un intervento chirurgico sull'addome, emersi dalla Prima Consensus Conference italiana sul tema.

I risultati indicano che la procedura mininvasiva per il trattamento del laparocele, che interessa complessivamente 25.000 pazienti, potrebbe offrire alcuni vantaggi al paziente rispetto all’intervento tradizionale.
Questo approccio mininvasivo può essere utilizzato anche nel caso in cui il paziente sia una donna in età fertile oppure dopo un parto cesareo, in urgenza, quando l’ernia abbia grandi dimensioni, su anziani, obesi e cirrotici.

Al paziente vengono praticati tre piccoli forellini di un centimetro di diametro nei quali viene introdotto il laparoscopio. L’ernia viene fatta rientrare nella cavità addominale e, in corrispondenza della ferita da cui era fuoriuscita, viene posizionata (mediante clips metalliche riassorbili di 6 mm e punti di sutura) una protesi che chiude la lacerazione e rinforza la parete muscolare.

Sono sempre più numerose le tipologie e il numero di interventi in cui viene eseguita la tecnica laparoscopica. Oltre all’intervento per l’asportazione della colecisti e della chirurgia dell’endometriosi, che oggi si eseguono in oltre il 90% dei casi per via laparoscopica, questa procedura mininvasiva viene utilizzata sempre più spesso negli interventi di asportazione del tumore del colon. Negli ultimi 10 anni è passato dal 5%, al 20-25% dei casi.

Gli interventi al rene eseguiti con la suddetta tecnica sono il 25-30% e quelli per l’asportazione della prostata sono passati dal 5% al 50%. La procedura è eseguita anche per interventi di chirurgia dell’obesità, 10-15%, dell’appendice, 10%, di isterectomia, 25%, della milza, 8%, del fegato e dello stomaco, entrambe 5% oltre a quella della vescica, 0.5%.
Da alcuni anni la chirurgia laparoscopica viene eseguita anche in operazioni molto complesse come quelle per tumore all’esofago e al pancreas.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
29° Congresso Nazionale ACOI

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