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Occhi: nuovi laser curano la cornea e misurano in 3D

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Pubblicato il: 29-06-2010
Sanihelp.it - Si chiama OCT (tomografia ottica a radiazione coerente) il laser di nuova generazione che proviene dal Giappone e consente di fotografare sezioni dell’occhio ricostruendole in 3D, come una TAC, e con un’altissima risoluzione.

È questa una delle principali novità del primo Congresso Eucornea della Società Europea della Cornea di Venezia. Protagonisti di questo appuntamento scientifico sono i laser che permettono di curare miopia, cheratocono e altre malattie dell’occhio, in modo sempre più efficace.

Da oggi, inoltre, i laser permettono anche di fare diagnosi estremamente accurate. In poche frazioni di secondo, infatti, l’OCT permette di eseguire esami differenti (topografia, tomografia e analisi delle sezioni ottiche) e di avere immagini in 3D ad altissima risoluzione. In questo modo lo specialista riesce a vedere la ricostruzione dell’occhio a 360° e contemporaneamente a effettuare misurazioni estremamente precise di ogni sua struttura (cornea, epitelio…). Inoltre il fascio di luce invisibile dell’OCT permette di penetrare anche attraverso gli strati opachi, visualizzando le strutture sottostanti.

Sul fronte della cura, la nuova frontiera dell’oculistica è la combinazione del laser con altre tecniche, per ottenere risultati eccellenti con le minori complicanze. Suddividendo l’approccio correttivo in modo articolato, infatti, si riduce il trauma per l’occhio.

Il cross-linking è una metodica utilizzata con successo da qualche anno per curare in modo non invasivo e indolore - quando lo spessore della cornea è sufficiente - il cheratocono. La novità è l’applicazione del cross-linking al laser a eccimeri. Un nuovo fronte, inoltre, è rappresentato dall’utilizzo della metodica transepiteliale che permette di eseguire il cross-linking anche senza rimuovere l’epitelio.

Le lenti ultrasottili sono una recente novità e rappresentano una valida alternativa al laser nei casi gravi e inoperabili, permettendo di correggere i difetti visivi. Una loro combinazione con il laser a eccimeri permette, inoltre, di correggere gli astigmatismi e le imperfezioni della cornea.

In caso di gravi alterazioni della superficie oculare, per esempio in seguito a gravi ustioni, in alternativa al trapianto di cornea si effettua il trapianto di cellule staminali, che ripopolano la cornea riparandola. La nuova superficie consente di eseguire trapianti altrimenti destinati a fallire. In alcuni casi può essere utile associare un trattamento preventivo con il laser a eccimeri, per rimuovere opacità e deformazioni e favorire l’attecchimento delle staminali.

Non solo trapianto totale della cornea, oggi ridotto a meno del 20% nei centri avanzati di trapiantologia corneale. Le più moderne conoscenze di fisiopatologia corneale hanno infatti consentito di circoscrivere la chirurgia di rimpiazzo corneale asportando e sostituendo solo le sezioni malate con un intervento parziale (trapianti lamellari). I vantaggi sono la maggiore rapidità di recupero e il minor rischio intraoperatorio, legato alla mininvasività, e di rigetto.

Il laser a femtosecondi, infine, consente, tramite impulsi ultra veloci e precisi, di effettuare tagli e sezioni di qualsiasi geometria, che consentono una miglior integrazione della cornea al trapianto, e che non possono essere realizzati manualmente con il bisturi. Permette inoltre di correggere i difetti refrattivi rimuovendo un lenticolo di cornea dall’interno senza necessità di intervenire anche sulla superficie.


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Istituto Clinico Humanitas

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