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Artrite reumatoide: farmaco colpisce nuovo bersaglio chiave

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Pubblicato il: 30-06-2010
Sanihelp.it - Un barattolo, un’automobile o uno scalino possono trasformarsi – secondo i dati emersi da un aggiornamento del Rapporto Sociale Censis – in nemici reali per circa 300 mila italiani che convivono ogni giorno con l’artrite reumatoide: il 42,3% ha infatti difficoltà a salire pochi piani di scale, il 31,9% non riesce ad aprire un barattolo o un vasetto nuovi, il 26,4% non è in grado di guidare la propria automobile o prendere i mezzi pubblici.

L’artrite reumatoide colpisce le articolazioni di oltre 20 milioni di persone nel mondo. È considerata un problema sociale sia per la sua diffusione – specie nella fase di età lavorativa – sia per le conseguenze invalidanti di un trattamento inadeguato: un paziente su due infatti non risponde alla terapia standard.

Anche se non si conoscono tutte le cause che scatenano la malattia, è stato recentemente identificato il ruolo chiave di una proteina, l’interleuchina-6 (IL-6), responsabile del processo infiammatorio. Il farmaco tocilizumab, disponibile ora anche in Italia, è il capostipite di una nuova classe di farmaci biologici che, grazie a un innovativo meccanismo d’azione, agisce sul recettore dell’interleuchina-6 (IL-6), spostando così il bersaglio e aumentando l’efficacia del trattamento.

Recenti studi hanno dimostrato che bloccare l’interleuchina-6 contribuisce a controllare l’infiammazione dell’artrite reumatoide e portare il paziente alla remissione. Tocilizumab cambia dunque il bersaglio e riesce così a ridurre il danno erosivo articolare e ad attenuare gli effetti sistemici della malattia come la fatica e l’anemia, migliorando notevolmente la qualità di vita dei pazienti.

La sua efficacia è stata dimostrata nel più grande programma di sviluppo clinico osservato per un farmaco biologico per il trattamento dell’artrite reumatoide, con circa 4.400 pazienti arruolati. Questo ha portato tocilizumab a ottenere l’indicazione in prima linea biologica per il trattamento della malattia. I risultati dello studio hanno infatti dimostrato che si tratta dell’unica opzione terapeutica con  un’efficacia statisticamente superiore rispetto all’attuale standard terapeutico, il metotrexate (MTX), con una maggior riduzione dei segni e dei sintomi dopo 6 mesi di trattamento.

La Commissione Europea ha riconosciuto i nuovi dati di efficacia di tocilizumab nel ridurre la progressione del danno articolare e nel migliorare la funzionalità fisica in pazienti con artrite reumatoide trattati in combinazione con MTX. Un altro studio ha infatti dimostrato che i pazienti trattati per oltre due anni con tocilizumab in combinazione con MTX hanno registrato una riduzione del danno articolare dell’81% rispetto ai pazienti trattati solamente con MTX.


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