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Una nuova terapia per il tumore al polmone

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Pubblicato il: 22-06-2010

Da una ricerca Astra Zeneca arriva la prima terapia personalizzata per pazienti affetti da tumore al polmone, più efficace e meglio tollerata della chemioterapia

Una nuova terapia per il tumore al polmone © Photos.com Sanihelp.it - Si chiama Gefitinib la terapia personalizzata, più efficace e meglio tollerata della chemioterapia, indicata sin dalla prima linea di trattamento nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) positivo alla mutazione attivante l’EGFR-TK, un fattore di crescita tumorale.

Nei pazienti con questa tipologia di carcinoma polmonare, localmente avanzato o metastatico, Gefitinib ha dimostrato una superiore efficacia e tollerabilità unita a una migliore qualità della vita. In particolare gli studi hanno evidenziato: una risposta obiettiva significativamente superiore, maggiore sopravvivenza libera da progressione di malattia, miglior trend di sopravvivenza globale, significativi benefici in termini di qualità della vita in pazienti pretrattati, migliore tollerabilità e ridotta tossicità in corso di trattamento in prima linea e minor frequenza di eventi avversi correlati al trattamento in pazienti pretrattati.

Come spiega il Professor Giorgio Scagliotti, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Direttore del Dipartimento di Scienze cliniche e Biologiche dell’Università degli Studi di Torino e Responsabile della SCDU di Oncologia Polmonare all’Azienda Ospedaliera Universitaria S. Luigi di Orbassano (Torino): «Con la disponibilità anche nel nostro paese di Gefitinib per la terapia del tumore al polmone si compie un sostanziale passo in avanti anche per la qualità della vita dei pazienti. Per la prima volta, in questa grave patologia, è disponibile una terapia più efficace e meno tossica della chemioterapia, che permette di offrire il farmaco giusto al paziente giusto».

Gefitinib è una pillola che si assume per via orale e rappresenta la prima vera terapia personalizzata per il tumore del polmone nella sua forma istologica non-a piccole cellule, presente nell'85% dei casi.
«Per identificare il paziente responder al trattamento con Gefitinib è necessario effettuare un test sulla genetica del tumore che garantisce alla molecola la sua selettività». La presenza della mutazione di
EGFR identifica i pazienti che riceveranno il massimo beneficio dalla terapia con questa nuova molecola. Circa il 10-15% dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule in Europa hanno un tumore con positività alla mutazione dell'EGFR-TK: per questi pazienti, il nuovo farmaco è in grado di ottenere un tasso di risposta obiettiva superiore al 70%

«Questa percentuale di risposta rappresenta il superamento di una vera e propria barriera se si considera che le attuali chemioterapie standard ottengono un tasso di risposta del 40% nella prima linea. Con la disponibilità anche nel nostro paese di Gefitinib per la terapia personalizzata del tumore del polmone, si compie oggi un sostanziale passo in avanti che permette di offrire una concreta alternativa alla chemioterapia fin dalla prima linea di trattamento e di ottenere significativi benefici in termini di qualità della vita».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Astra Zeneca

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