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I compiti, le visite e la scelta del medico dei piccoli

Pediatra: tutto quello che devi sapere

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Pubblicato il: 06-07-2010

Un'indagine rivela che i pediatri di famiglia sono apprezzati dai genitori. Ma come si sceglie il medico che accudirà il nostro piccolo fino ai 14 anni? E quando rivolgersi a lui? Ecco qualche dritta.

Pediatra: tutto quello che devi sapere © Photos.com Sanihelp.it - L’87% dei genitori milanesi è soddisfatto del proprio pediatra, al punto che l’85% lo consiglierebbe a parenti e amici e lo sceglierebbe di nuovo. La fiducia riposta nel pediatra porta sette famiglie su 10 a considerarlo il punto di riferimento principale per consigli e informazioni in merito alla salute del proprio bambino.

Questo il risultato dell’indagine promossa in occasione del congresso Pediatria 2010 svoltosi a Milano a maggio 2010 e organizzato dal Dipartimento Formazione Permanente della FIMP (Federazione Italiana Medici pediatri) Lombardia.

Interessante notare che il pediatra di famiglia è consultato in modo esclusivo nell’81% dei casi; solo nel 19% mamme e papà si rivolgono anche a un pediatra privato. In questo contesto, i genitori intervistati hanno individuato possibili aree di miglioramento: in particolare, la maggiore reperibilità telefonica e la disponibilità a effettuare con tempestività visite per malattie ritenute urgenti dai familiari.

I pediatri di famiglia o pediatri di libera scelta sono liberi professionisti medici, specialisti in Pediatria, che operano all’interno del Servizio Sanitario Nazionale attraverso una Convenzione che affida loro l’assistenza pediatrica territoriale a bambini e adolescenti da 0 a 14 anni (e per alcune patologie e situazioni di rischio fino a 16 anni). Oggi sono più di 5 milioni i bambini italiani assistiti dai pediatri di famiglia.

Il loro compito è la salvaguardia della salute psico-fisica dei bambini, diventando, in un certo senso, gli avvocati dei piccoli! I pediatri si occupano infatti principalmente di:

• presa in carico del neonato entro il primo mese di vita
• compilazione e aggiornamento di un libretto sanitario pediatrico (cartaceo o informatizzato)
• assistenza preventiva individuale attraverso bilanci di salute periodici, associati all’esecuzione di specifici test per l’individuazione precoce di eventuali patologie neurosensoriali
• prescrizione di farmaci, esami strumentali e di laboratorio
• richiesta di indagini specialistiche e consulto con specialisti in altre branche mediche
• richieste di ricovero in ospedale e rapporti con l’ospedale durante la degenza e alla dimissione
• prevenzione ed educazione alla salute (principalmente su alimentazione, promozione di sani stili di vita e delle vaccinazioni)
• prescrizione di certificati obbligatori per legge attestanti lo stato di buona salute, per esempio per la riammissione all’asilo, l’attività ludico-sportiva o a uso assicurativo.

Le prestazioni non previste in regime di convenzione sono a pagamento, secondo tariffe libero-professionali previste dall’Ordine dei medici.

Come si sceglie il proprio avvocato di fiducia? Consultando gli elenchi dei pediatri convenzionati con il SSN, affissi presso le sedi della ASL di residenza o le strutture amministrative dei Distretti sanitari. Per conoscerlo meglio si può richiedere un colloquio preventivo di conoscenza. La scelta va regolarizzata nei giorni successivi alla nascita del bambino: si compila un modulo di auto-certificazione per le notizie anagrafiche e si comunica il nome del medico prescelto.

Il pediatra di famiglia opera prevalentemente nel suo ambulatorio e la sua assistenza è garantita per cinque giorni settimanali, attraverso prenotazioni (come stabilisce la Convenzione) e a orari decisi autonomamente dal medico (affissi all’ingresso dello studio e presso l’Ufficio Scelta del Medico dell’ASL). Secondo studi scientifici internazionali, la visita in ambulatorio è più vantaggiosa rispetto a quella domiciliare perché consente al piccolo una visita più accurata e attrezzata.

Pertanto, se al telefono il pediatra invita i genitori a portare il figlio in studio, esprime la sua richiesta secondo la sua esperienza e sicuro di non arrecare al proprio assistito alcun danno. Un messaggio che risulta chiaro ai genitori milanesi: secondo l’indagine solo in caso di vera necessità (il 16% dei casi) il genitore richiede che il pediatra effettui la visita del bambino a casa.

Al fine di non intasare inutilmente gli ambulatori, la FIMP ricorda a tutti i genitori che i bambini devono essere condotti dal pediatra solo per: i Bilanci di Salute (a intervalli di tempo concordati), per i problemi che non trovano soluzione dopo consulto telefonico e per le visite urgenti. Viceversa, non si porta il piccolo in ambulatorio senza appuntamento solo per far vedere la gola o per un controllo prima delle vacanze…


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
FIMP

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