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Fobie: origini e terapie

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Pubblicato il: 08-07-2010

Scopriamo come la psicoanalisi e il comportamentismo spiegano l'origine delle fobie e quali terapie sono oggi possibili

Fobie: origini e terapie © Photos.com

Sanihelp.it - Per quanto riguarda l’origine del radicarsi di una fobia, le spiegazioni più plausibili e accreditate sono quelle derivate dalla teoria psicoanalitica e da quella cognitivista-comportamentista.

La psicoanalisi spiega questo fenomeno in termini di rifiuto di alcuni elementi inconsci propri del soggetto il quale, per difendersene, proietta all’esterno queste parti inaccettabili di sé. La scelta dell’oggetto fobigeno dipende da variabili molto personali, legate alla propria storia di vita e alle esperienze passate. Secondo Freud, l’emergere di una fobia denota un non superamento del Complesso edipico e un inconsapevole tentativo di restare ancorati a un passato tuttora inelaborato. Le fobie sono una sorta di contenitori simbolici perché cose o situazioni temute riconducono al soggetto e alle sue dinamiche inconsce, rappresentandole in modo più o meno deformato: di solito si tratta di cose o situazioni intimamente connesse con l’infanzia del paziente e in particolare con alcuni significativi eventi a essa riconducibili. 
 

Trasferire all’esterno qualcosa di noi stessi ci dà l’impressione di poter meglio gestire queste parti, anche perché ciò che si trova al di fuori di noi stessi risulta maggiormente controllabile ed evitabile.

In base alla teoria del comportamentismo, invece, una fobia è originata da un cattivo apprendimento, un instaurarsi di un’associazione in qualche maniera sbagliata e maladattativa, che viene generalizzata e si protrae nel tempo, rendendo difficoltoso l’adattamento.
 

Quali le possibili soluzioni a questo genere di problema? Attualmente non abbiamo dubbi: quella psicologica rappresenta la terapia elettiva, se non l’unica che possa affrontare questo tipo di psicopatologia. Alcuni medici hanno tentato la via della farmacoterapia, incappando nell’annoso problema legato alla dipendenza, facilmente riscontrabile in questo genere di persone. Il farmaco, infatti, diventa una sorta di oggetto controfobico che il soggetto decide di portare scaramanticamente con sé e di utilizzarlo eccessivamente, fino a sviluppare condotte di abuso. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Intervista alla dottoressa Giorgia Aloisio

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