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Sirchia: «Alimentazione corretta per vivere meglio e risparmiare»

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Pubblicato il: 03-09-2003

Il ministro della salute Girolamo Sirchia è categorico: «dobbiamo convincere le persone ad alimentarsi meglio». Oltre a guadagnarne in salute, lo stato risparmierebbe migliaia di miliardi di euro.

Sanihelp.it - I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro: gli stili di vita malsani, come il fumo e l’alimentazione non corretta, sono responsabili di quasi il 50% delle malattie negli uomini e del 25% nelle donne in tutti i paesi dell’Unione Europea.
E anche i dati italiani non fanno certo dormire sonni tranquilli. «Soltanto tre stili di vita scorretti (alimentazione non equilibrata, fumo e guida spericolata al volante) costano allo stato 60 miliardi di euro all’anno, circa 120.000 miliardi di lire» spiega il ministro della salute Girolamo Sirchia.

È su questa strada, quindi, che intende portare avanti le prossime iniziative?
«Certo, convincere i cittadini a modificare questi comportamenti dannosi oltre a tradursi in un ovvio beneficio per i cittadini dal punto di vista della salute, potrebbe far risparmiare molti soldi che potrebbero quindi essere investiti meglio. La patente a punti ha ridotto di quasi il 30% il numero di incidenti. Ogni anno, in termini di assistenza sanitaria, si spendono 20 miliardi di euro per curare le vittime di questi incidenti, per non parlare delle moltissime vite spezzate. Provi a immaginare quanto si può risparmiare se li convinciamo anche a mangiare in modo appropriato».

Una nuova campagna per sensibilizzare i cittadini ad alimentarsi in modo corretto?
«Il problema dell’alimentazione è molto serio. Le porzioni eccessive, per esempio, sono uno degli elementi che causano l’aumento di peso e tutte le malattie che ne conseguono. Per fare un esempio: perché le lattine continuano a contenere 33 cl. di bevanda, quando un bicchiere normalmente ne contiene 20 o poco più? Dobbiamo fornire le informazioni cosicché ci sia una scelta consapevole. Solo in questo modo si potranno ottenere risultati. Dobbiamo intraprendere strade pragmatiche, non possiamo puntare a obiettivi irraggiungibili».

Obbligherete le aziende a diminuire le quantità?
«Assolutamente no, non è nostra intenzione fare provvedimenti restrittivi. Provvedimenti di questo genere non verrebbero accolti con favore dai cittadini che reagirebbero con comportamenti ancora peggiori. Possiamo ottenere risultati migliori convincendo le persone a maturare la scelta di uno stile di vita più appropriato».

Seguendo l’esperienza della lotta al fumo? Quali risultati sta dando?
«Fumare è un comportamento negativo per la persona e la società. Altri paesi sono più avanti di noi perché sono partiti parecchi anni fa, ma ogni paese deve seguire la via più adatta al proprio contesto sociale».

L’Italia presiede il Consiglio Europeo, non pensa ad una iniziativa che comprenda anche gli altri paesi?
«Stiamo concordando con gli altri paesi d’Europa una strategia per coinvolgere le associazioni dei consumatori, le imprese, i pubblicitari per evitare il più possibile il contrasto tra la pubblicità, che invita a consumi eccessivi di alimenti e le campagne di sensibilizzazione che noi promuoviamo».

Magari anche puntando su un’educazione precoce, a scuola, visto anche l’elevato numero di bambini sovrappeso?
«La scuola fa e deve fare sempre di più, anche perché l’età delle elementari e delle medie inferiori è quella dello sviluppo fisico dei bambini e un’alimentazione non corretta può portare immediatamente a conseguenze poi difficilmente riparabili».

Farete come negli Stati Uniti, dove il governo manda sms ai giovani per invitarli a non fumare?
«L’idea è accattivante, ma il Garante per la privacy ci ha ribadito che non si possono inviare sms a coloro che non lo richiedono, quindi ci sono dei diritti da rispettare».


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Redazione Sanihelp.it

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