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Il kit salva-vacanza

I farmaci per le vacanze

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Pubblicato il: 27-07-2010

Quali farmaci portare in vacanza, come trasportarli e come conservarli: i consigli di un'esperta per partire tranquilli.

I farmaci per le vacanze © Photos.com Sanihelp.it - Mare o montagna, Italia o estero: qualsiasi sia la destinazione prescelta dai 29 milioni di italiani in partenza per le vacanze, 8 su 10 metteranno in valigia almeno un farmaco del kit salva-vacanze. I cambi di ambiente, alimentazione, fuso orario, rendono l’organismo più indifeso e per questo può capitare di avvertire qualche disturbo quando invece si dovrebbe godere di un periodo di meritato e assoluto riposo.

«Lontano da casa, nei momenti di relax, diventiamo più insofferenti ai piccoli disturbi che turbano le nostre vacanze – spiega Ornella Cappelli, Presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico –. Anche in questo caso, automedicazione non significa assumere superficialmente farmaci su consiglio di un amico o un parente. È importante ascoltare il proprio malessere e trattare autonomamente solo i lievi disturbi facilmente riconoscibili e solo con i farmaci di automedicazione, identificabili grazie allo specifico bollino rosso».

l kit dei farmaci salva-vacanze, oltre ai medicinali con ricetta che assumiamo regolarmente prescritti dal medico prima di partire, può contenere anche i seguenti farmaci di automedicazione:

-per mal di testa, febbre, dolori muscolari: antidolorifici, anti-infiammatori, antipiretici (acido acetilsalicilico, paracetamolo, ibuprofene, ketoprofene, diclofenac, naprossene sodico); ricordarsi che possono essere lesivi per lo stomaco e vanno assunti a stomaco pieno; se sono usati come creme o pomate, evitare l’esposizione diretta al sole
-antistaminici contro le allergie, le irritazioni della pelle, le punture d’insetto o di medusa
-in alberghi e aeroporti siamo spesso soggetti a sbalzi di temperatura dovuti all’aria condizionata molto alta; in questo caso, per chi è soggetto a disturbi di gola è utile avere a portata di mano un disinfettante a base di cetilpiridinio, cloruro, clorexidina, iodopovidone, o esetidina.
-in caso di fastidi legati a cibi esotici e speziati o se ci di rilassa un po’ a tavola, è possibile assumere farmaci contro la cattiva digestione come antiacidi e procinetici (esempi di antiacidi: bicarbonato di sodio, ac. citrico, citrato di sodio, composti di alluminio e magnesio; esempi di procinetici: metoclopramide; esempi di anti-H2: cimetidina, famotidina)
-lassativi, da usare solo in caso di necessità e rispettando quanto illustrato nel foglietto illustrativo (persolfato, bisacolide e senna sono lassativi di contatto e aumentano la motilità intestinale; metilcellulosa, ispagula, sterculia sono lassativi di volume, che agiscono aumentando la massa)
-melatonina e valeriana se si ha in programma un lungo viaggio con cambiamento di fusi che potrebbe causare la sindrome da jet leg.
-kit di pronto soccorso in caso di piccole ferite sugli scogli, cadute eccetera: cerotti di diverse misure, garze sterili e salviettine disinfettanti.

Prima di partire, nel caso si assumano regolarmente altri farmaci, è opportuno chiedere al proprio medico eventuali interazioni con i più comuni prodotti di automedicazione.

Per chi si reca presso mete esotiche, conclude la Cappelli: «Il rischio più frequente è rappresentato dalla diarrea del viaggiatore, che colpisce dal 20 al 50% delle persone e a cui spesso si associano altri sintomi come nausea, vomito, dolori addominali, febbre. In questo caso la prima indicazione è bere, per evitare la disidratazione Per ridurre la gravità dei sintomi o la loro durata può risultare utile una terapia sintomatica con antidiarroici come la loperamide».

Per quanto riguarda il trasporto, è consigliabile non riporre i farmaci in valigia, ma portarli con sé nel bagaglio a mano, evitando loro gli shock termici di stive troppo calde o fredde, come quelle di aerei o navi.

Attenzione a:
-umidità (per esempio, bagno e cucina) perché capsule, compresse, cerotti possono deteriorarsi precocemente; è utile eliminare il batuffolo di cotone presente in alcune confezioni di compresse (trattiene l’umidità)
-congelamento dei prodotti conservati in frigo
-durante la stagione estiva la temperatura della valigetta delle medicine non deve superare i 30°C
-non lasciare i farmaci in auto, soprattutto d’estate.

Sarebbe meglio non travasare mai i farmaci in contenitori diversi dall’originale, tantomeno in contenitori per alimenti e bibite, onde evitare il rischio di confondere una medicina con l’altra.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ANIFA

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