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Tumore al testicolo e fertilità

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Pubblicato il: 20-07-2010

I tumori del testicolo sono la forma tumorale più frequente negli uomini fra i 20 e i 30 anni. Secondo i dati della Società Italiana di Urologia, ogni anno nel nostro Paese ne vengono diagnosticati circa 2.000 nuovi casi

Tumore al testicolo e fertilità © Photos.com Sanihelp.it - La Germania, la Scandinavia e la Nuova Zelanda hanno la più alta incidenza di questa malattia: si tratta di un tumore per lo più curabile, soprattutto nei centri con un’esperienza specifica, dove siano presenti tutte le competenze necessarie non solo per la cura della malattia, ma anche per la gestione delle problematiche a essa correlate, come la fertilità. Per sensibilizzare la comunità scientifica su questo tumore, l’Istituto Clinico Humanitas ha organizzato lo scorso 9 luglio un convegno dal titolo Il trattamento del paziente con tumore del testicolo.

Come spiega il dottor Pedrazzoli, specialista dell’Unità Operativa di Oncologia Medica ed Ematologia: «Negli ultimi anni la prognosi di questi tumori è migliorata in modo sensibile, tanto che oggi le neoplasie del testicolo sono guaribili nella maggior parte dei casi, e non solo quando la diagnosi è precoce». L’esempio più noto è quello del ciclista statunitense Lance Armstrong, che scoprì di avere la malattia in forma già avanzata con metastasi e la sconfisse tornando poi in sella alla sua bicicletta e collezionando preziose vittorie.

Il dottor Paolo Zucali, capo sezione di Farmacologia Clinica spiega che «Non esiste una prevenzione specifica, ma esistono alcuni sintomi che dovrebbero spingere a un controllo: a esempio il cambiamento delle dimensioni e della forma del testicolo, dolore nella parte inferiore dell'addome, alterazioni del tessuto testicolare o comparsa di tumefazioni linfonodali addominali all’ecografia. Non esistono, invece, legami con l’impotenza».

I fattori di rischio principali per questa malattia sono il criptorchidismo e la sindrome di Klinefelter, una malattia congenita diagnosticata solitamente dopo la pubertà, causata da un cromosoma X supplementare che provoca disfunzione dei testicoli. Altri fattori di rischio sono storia familiare o personale pregressa di tumore del testicolo e un'anomalia genetica del cromosoma 12.

L’efficacia della terapia farmacologica è ormai provata: anche se si tratta spesso di terapie pesanti, il risultato finale è significativo e il paziente torna a condurre una vita assolutamente normale.

«Fondamentale è un approccio di cura multidisciplinare e una stretta collaborazione tra specialisti diversi: oncologo, endocrinologo, chirurgo, radioterapista, andrologo. Poiché il tumore del testicolo insorge per lo più in pazienti giovani, è fondamentale a esempio preservare la fertilità prima di iniziare la chemioterapia. Per questo è importante rivolgersi a strutture adeguate, in grado di prendersi cura del paziente a 360 gradi: non solo della malattia, ma anche delle problematiche a essa correlate. 

È necessario che siano presenti tutte le competenze specialistiche necessarie, in modo che il paziente possa effettuare non solo chemioterapia e chemioterapia ad alte dosi (che richiede il trapianto di cellule staminali, procedura riservata ai casi più avanzati), ma anche eventualmente la radioterapia e la terapia chirurgica».

Fondamentale, infine, il ruolo della ricerca. Gli studi in corso mirano a identificare fattori prognostici con l’obiettivo di personalizzare sempre di più le cure per questa malattia, in modo da poter mettere a punto farmaci più mirati ed efficaci.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Clinico Humanitas

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