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Corsa alle adozioni

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Pubblicato il: 20-07-2010

Notorietà e potere economico permettono alle star internazionali di adottare con più facilità bambini provenienti da ogni parte del mondo. Ma sarà sempre un bene?

Corsa alle adozioni © Rete Sanihelp.it - In Italia, solo nel 2009, sono sati adottati dall'estero oltre 3900 minori. Un numero elevato, che però non parla delle lunghe trafile che i genitori devono svolgere: basta dare un’occhiata nei forum su internet per scoprire di coppie che attendono anche 5-6 anni prima di poter avere il figlio adottivo in casa. Un iter lungo che non sembra dipendere solo dalle leggi italiane, ma anche da quelle dei Paesi di provenienza dei minori.

Eppure tutto sembra molto più semplice per le star hollywoodiane: adottano figli rapidamente e da numerosi diversi Paesi del mondo. Dopo la storica dozzina di figli adottivi della ballerina Josephine Baker e gli 11 della coppia Allen-Farrow, gli esempi continuano. Oggi a farla da padrone in questo campo sembra essere la coppia Brangelina: Pitt e la Jolie hanno già tre figli naturali e altrettanti adottivi, ma puntano a una nuova adozione, quella di una bambino colpito dal sisma di Haiti, isola dove la stessa Angelina si è già recata più volte come ambasciatrice di buona volontà dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite Per I Rifugiati.

Non è difficile pensare che, almeno a livello economico, a questi bambini non mancherà nulla e potranno lasciarsi alle spalle condizioni di vita davvero difficili. Ma quello che spinge i vip alle adozioni è davvero volontà di far del bene, avendone le possibilità, o piuttosto una nuova moda?

A giudicare da certi atteggiamenti, può sembra che un figlio adottivo sia oggi quasi uno status symbol irrinunciabile per le star. Le organizzazioni umanitarie, per esempio, urlarono al capriccio quando Madonna, nel 2006, impiegò solo un giorno per ottenere l’affidamento di un bimbo di tredici mesi del Malawi, conosciuto meno di una settimana prima, grazie anche a una generosa elargizione al governo del Paese.

La speranza è ovviamente che non sia così e che questi figli adottivi, in teoria tra i più fortunati perché approdano in famiglie che vivono nella bambagia, non rimpiangano, un giorno, di essere stati adottati.


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