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Colpire il tumore alla radice

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Pubblicato il: 31-08-2010

Una ricerca dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena sulle cellule staminali tumorali ha individuato delle sostanze capaci di impedirne la proliferazione

Colpire il tumore alla radice © Photos.com Sanihelp.it - La rivista internazionale Cell Cycle ha appena pubblicato uno studio sulle cellule staminali tumorali di carcinoma mammario condotto in prima linea dai ricercatori dell’Area di Medicina Molecolare dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, in collaborazione con i ricercatori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

I ricercatori hanno testato più di duecento composti con l’obiettivo di identificare dei principi attivi capaci di inibire in modo specifico la proliferazione delle cellule staminali tumorali, che solitamente sono resistenti ai comuni chemioterapici. Le cellule staminali tumorali usate negli esperimenti sono state selezionate a partire da cellule di carcinoma mammario (MCF-7) mediante colorazione al blu di toluidina. Queste cellule staminali mostrano infatti una colorazione più chiara rispetto alle altre. Sono state così individuate quattro sostanze, tra cui la buteina, un antiossidante naturale, che hanno effetti solo sulle cellule staminali tumorali, mentre esplicano un’azione blanda sia sulle altre cellule tumorali non-staminali e su quelle normali.

Come spiega Mario Cioce ricercatore dell’Area di Medicina Molecolare dell’Istituto Regina Elena: «Abbiamo cercato prima di tutto composti che potessero colpire specificamente le cellule tumorali staminali e dopo abbiamo validato questi composti su cellule di mammella sane. In un primo screening siamo andati a cercare la specificità di azione di questi composti mentre nel secondo siamo andati a cercare sostanze che non danneggino anche le cellule sane».

Le cellule staminali tumorali costituiscono una minoranza di cellule cancerose resistenti ai comuni chemioterapici e radioterapici e in grado di ricostituire il tumore a distanza di tempo, per cui identificare nuovi principi attivi in grado di eliminarle in maniera selettiva è un passo importante verso la completa guarigione dal cancro.

«Questo studio dimostra che è possibile selezionare in vitro composti con una certa specificità di azione contro le staminali tumorali che potrebbero essere usati in combinazione con i chemioterapici standard, per potenziarne l’effetto e limitare l’insorgenza di recidive».

«La nostra speranza è che colpendo questa sottopopolazione di cellule, grazie all’individuazione di nuovi principi attivi in grado di eliminarle in maniera selettiva, possiamo cominciare a parlare di cura del tumore rimuovendolo dalla radice e quindi privandolo della la sua capacità di ripartire», questa la conclusione dei ricercatori dell’Istituto Regina Elena coinvolti nello studio. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Tumori Regina Elena di Roma

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