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L'importanza dei controlli dal pediatra

Bilanci di salute: perché farli?

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Pubblicato il: 21-09-2010

Il tuo bimbo cresce forte e sano? Te lo dice il pediatra durante i bilanci di salute, visite programmate che fanno il punto sulla crescita del piccolo e sciolgono ogni dubbio sulla sua salute.

Bilanci di salute: perché farli? © Photos.com Sanihelp.it - Quando nasce un bambino, è forte la tentazione di correre dal pediatra al primo starnuto, soprattutto se si tratta del primo figlio. Gli specialisti, però, avvertono: portare i bambini dal medico senza reale necessità, oltre a essere inutile, contribuisce a intasare gli ambulatori ritardando l’assistenza dei piccoli che hanno problemi più urgenti.

D’altro canto, per tenere monitorato nel tempo lo sviluppo psicofisico del bimbo e dare la possibilità ai genitori di confrontarsi con il medico sui dubbi e le perplessità della crescita, sono stati concepiti appositi appuntamenti, chiamati bilanci di salute, che consistono in visite programmate che consentono di avere un quadro completo e aggiornato delle condizioni di salute del piccolo, rassicurando mamma e papà.

I bilanci di salute (altrimenti detti visite filtro) sono visite di controllo dello sviluppo fisico, neurologico e psico-relazionale del bambino.

Vengono eseguiti su prenotazione, a cadenza prestabilita, nell’ambulatorio del proprio pediatra di famiglia, e comprendono la visita completa del bambino: nei primi mesi misurazione dei principali parametri di sviluppo (peso, lunghezza, circonferenza cranica), controllo dell’udito e della vista, prescrizione dei primi esami specialistici e di eventuali integrazioni di vitamine; dai 24 mesi valutazione della deambulazione e dello sviluppo psicomotorio (cammina da solo, obbedisce, ecc.); dai sei anni valutazione dello sviluppo del colonna vertebrale, dell’occlusione dentale, della vista, ecc.

Questi appuntamenti costituiscono anche un importante momento di incontro tra la mamma e il pediatra, in cui vengono affrontati i principali argomenti della quotidianità del bambino che, a seconda dell’età, comprendono: allattamento, svezzamento e alimentazione, ritmo sonno-veglia, fluoroprofilassi e igiene orale, vaccinazioni, uso corretto dei farmaci, prevenzione degli incidenti domestici e stradali, problemi riferiti al rendimento e all’integrazione scolastica, sport e attività fisica, problematiche relative all’educazione, eventuali problemi psico-sociali della famiglia, ecc.

È consigliabile annotarsi prima della visita tutti i dubbi, le domande e le difficoltà incontrate nella gestione e nella crescita del bambino, in modo da poterle sottoporre al medico durante questi incontri.

La frequenza di queste visite è stabilita dal pediatra in base alle caratteristiche del bambino, ma in genere, dopo la prima visita a un mese di distanza dalla nascita, avvengono ogni due-tre mesi fino al secondo anno di età e ogni uno-due anni fino ai sei anni.

L’introduzione dei bilanci di salute rientra nell’impegno dei pediatri di famiglia nell’ambito della prevenzione e dell’educazione sanitaria, in particolare nel campo dei controlli di crescita e della promozione della salute globale.

Una necessità avvertita sempre di più anche dagli stessi genitori. Secondo un’indagine, promossa dalla FIMP (Federazione italiana medici pediatri) su 415 famiglie milanesi, infatti, oltre la metà dei genitori portano i figli dal pediatra tre o più volte l’anno per visite a scopo di prevenzione. Se questo dato risulta atteso per i bambini sino ai 36 mesi, si riscontra anche nei più grandicelli, dai sette ai 14 anni, che in un caso su tre i genitori fanno controllare almeno una volta ogni quattro mesi. La durata media delle visite di controllo si attesta tra i 10-15 minuti nel 53% dei casi e in oltre i 15 minuti nel 35%.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
FIMP

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