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Scuola

Come riconoscere il bullismo

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Pubblicato il: 21-09-2010

Con l'inizio della scuola scatta l'attenzione al bullismo. Un aiuto arriva dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che stila alcune linee guida per riconoscere e affrontare il fenomeno

Come riconoscere il bullismo © Photos.com Sanihelp.it - Per bullismo si intende «il fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei soprattutto in ambito scolastico». Il bullismo è in forte espansione, soprattutto negli ultimi anni e principalmente nelle scuole.

Secondo il decimo Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza sarebbero circa 2500 i bambini e adolescenti bulli tra i 7 e gli 11 anni e tra i 12 e i 19. Inoltre, più di un quarto dei bambini ha subito più volte nell'ultimo anno offese immotivate (27,2%) o provocazioni e prese in giro (28,1%); mentre oltre un quarto dei bambini italiani e circa il 20% degli adolescenti afferma di essere stato vittima di vere e proprie azioni di bullismo.

Come riconoscere i bulli? I bambini li descrivono come coloro che disturbano la classe, danno spinte, fanno male, sono fastidiosi, si vogliono mettere in mostra e normalmente non sono bravi a scuola.
In adolescenza il bullo è colui che si mette in mostra per la sua prestanza fisica, colui che risponde ai professori, che ostenta sicurezza e anche in questo caso il curriculum scolastico è spesso insufficiente.

Il bullismo spesso coinvolge più di una persona. Per esistere in quanto fenomeno, deve essere visibile agli altri e avere la loro complicità sia nel compiere l’azione che nella non-azione (l’omertà dell’ambiente quasi sempre impaurito dal leader); inoltre deve essere ripetuto nel tempo ed essere messo in pratica prevaricando l’altro che finisce in una situazione di sudditanza.

Il bullismo può essere diretto (attraverso l’azione), tipologia propria dei maschi, o indiretto (tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola con pettegolezzi e calunnie), più tipicamente femminile.

Il bullismo al femminile sembra essere sempre più in espansione: le ragazze agiscono attraverso un canale psicologico, che colpisce l’area emozionale, interiore e tocca i punti deboli ridicolizzandoli, deridendoli.
Le ragazze a questa età, specie in adolescenza, appaiono più evolute e mature a livello emotivo e quindi più a conoscenza delle implicazioni psichiche e delle fragilità su cui si può far perno. Tali modalità sono meno visibili per il corpo docente e pertanto meno facili da individuare.

Nell’ambito di un processo di monitoraggio da parte degli insegnanti o dei genitori, è inoltre necessario prestare molta attenzione a non confondere il ragazzo aggressivo con colui che pratica bullismo. Nel caso del bullismo l’atto aggressivo risulta essere il comportamento finale di un processo di gruppo dove il leader rappresenta colui che agisce in una dinamica collettiva. Il leader ha bisogno del gruppo mentre, nel caso di aggressività patologica, il gruppo tende a isolare il soggetto.

Come si può riconoscere il bullismo? I segnali rivelatori di tale fenomeno devono essere individuati attraverso un’attenta osservazione del gruppo classe e delle dinamiche che si creano all’interno di questo: l’isolamento di un soggetto, la creazione di gruppetti rigidi, la forte personalità di un alunno, l’osservazione delle dinamiche durante i momenti di ricreazione, possono aiutare a individuare un disagio all’interno della classe.

La strategia dovrebbe essere quella di cercare di non isolare gli artefici delle azioni, ma di riportarli all’interno del gruppo classe; di non permettere l’attacco al singolo e quindi al gruppo attraverso il bullismo, ma di favorire una possibilità di coinvolgimento e di reintegrazione nel gruppo stesso. Un lavoro difficile, complesso, che dovrebbe coinvolgere non solo la classe, ma tutta la scuola.

Il fenomeno deve essere affrontato, da un punto di vista psicologico, intervenendo sul gruppo, analizzando l’ambito in cui accade, le dinamiche esistenti e i rapporti tra le parti.
Questo non esclude tuttavia l’intervento sul singolo autore delle azioni. Ovviamente in tale lavoro gli insegnanti devono essere supportati da personale specializzato.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - Roma

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