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Fegato: ecco il bisturi ecoguidato
Un ecografo speciale guida il chirurgo alla ricerca dei by-pass naturali. Così la chirurgia risparmia il più possibile il fegato, asportando solo il nodulo canceroso
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Sanihelp.it - Intervenire sul fegato in modo sempre più mirato e preciso, risparmiando al massimo l’organo e rimuovendo solo il tumore o le metastasi, garantendo la radicalità oncologica dell’intervento. Ecco la possibilità offerta dall’ecografia intraoperatoria, utilizzata come una sorta di navigatore satellitare. Presso l'Istituto Humanitas di Rozzano (Mi), il professor
Guido Torzilli, capo sezione di Chirurgia Epatica, e la sua équipe hanno messo a punto
tecniche innovative che consentono diaffrontare con il bisturi casi fino a ora altrimenti non operabili.
«Utilizzando un ecografo più sensibile, abbiamo dimostrato per la prima volta che i vasi sanguigni che dal fegato scaricano il sangue nella vena cava inferiore (dalla quale poi giunge al cuore) sono spesso fra loro comunicanti. E ciò nella maggior parte dei pazienti con tumori che comprimono o invadono queste vene: in otto malati su dieci
esistono questi veri e propri by-pass naturali che, se identificati e risparmiati nel corso della rimozione del tumore, permettono di togliere la vena invasa lasciando però la parte di fegato da essa drenata. Infatti, il sangue, attraverso il
by-pass naturale, viene comunque scaricato dalla vena adiacente. Questo consente di intervenire senza asportare grandi parti del fegato. In altre parole, mettendo a disposizione quanto di più avanzato la chirurgia moderna offre oggi, riusciamo a estendere al fegato l’approccio utilizzato da anni per il tumore del seno,
asportando solo il nodulo canceroso e risparmiando il più possibile l’organo».
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di Valeria Leone
Fonte: Istituto Clinico Humanitas Rozzano - Milano
Tags: tumore, fegato, bisturi ecoguidato
Revisione: 28-09-2010