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Evitare gli squilibri nutrizionali

Bimbi a tavola: troppo o troppo poco?

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Pubblicato il: 05-10-2010

Sovrappeso e carenza di ferro: due facce della stessa medaglia. Dagli esperti, i consigli per evitare gli squilibri nutrizionali nei primi tre anni di vita e una serie di appuntamenti da non perdere.

Bimbi a tavola: troppo o troppo poco? © Photos.com Sanihelp.it - Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 42 milioni i bambini in sovrappeso nel mondo. Nel nostro Paese, in base a una ricerca condotta su 200 pediatri italiani, quasi un bambino su cinque è in sovrappeso o obeso già nella fascia di età tra i 24 e i 36 mesi. L’Italia oggi ha il 24% di bambini sovrappeso e il 12% obesi, concentrati soprattutto al Sud.

«Secondo la ricerca, nel 76% dei casi l’obesità è un problema su cui il pediatra appare molto sensibile, anche se non sempre è facile per lui educare la mamma a un corretto stile alimentare – spiega Isa Cecchini, Direttore del Dipartimento Salute di GfK Eurisko - A questo si aggiunge, secondo il 61% degli intervistati, una scarsa informazione e il pregiudizio che il sovrappeso nei bambini piccoli sia il segno di buona salute».

«Al contrario, l’obesità infantile è un fattore di rischio per l’obesità in età adulta e può comportare nel bambino problemi metabolici, cardiovascolari e metabolici. Non solo: dalla nascita ai tre anni si stabiliscono i gusti e gli stili alimentari del bambino, secondo il concetto di programming», spiega Margherita Caroli, Presidente dell’European Child Obesity Group.

Inoltre, nel secondo semestre di vita, quando si inizia l’alimentazione complementare, i lattanti possono andare incontro a squilibri alimentari: per esempio, a un eccesso di proteine, un fattore di rischio per lo sviluppo di un precoce adiposity rebound (rimbalzo del grasso), che a sua volta predispone all’obesità.

Accanto agli eccessi nutrizionali, bisogna tuttavia considerare anche eventuali carenze, prima fra tutte quella di ferro, che possono avere conseguenze negative sullo sviluppo fisico e cerebrale del bambino e possono portare, nel lungo termine, allo sviluppo di patologie.

«Un corretto apporto di ferro nell’infanzia garantisce indici di crescita e di sviluppo psico-intellettivo ottimali, oltre a garantire la disponibilità di un fondamentale fattore anti-anemico – afferma Giacomo Biasucci, Direttore Dipartimento Materno Infantile Ospedale di Piacenza - Il ferro, inoltre, stimola la sintesi di importanti neuro-trasmettitori e svolge un ruolo anche strutturale a livello delle cellule neuronali del sistema nervoso centrale».

Come evitare gli squilibri alimentari? Ecco qualche consiglio.

1. L’allattamento al seno costituisce la migliore garanzia di apporto ottimale di ferro, specialmente nel primo semestre di vita, ma dovrebbe essere proseguito almeno fino al 12° mese, in concomitanza con lo svezzamento. A partire dal secondo semestre, è necessario introdurre alimenti che contengano ferro in elevate quantità, come la carne (tre o quattro pasti alla settimana), soprattutto rossa, che deve essere presente da subito nella pappa del divezzamento; nel caso di allattati al seno, l’introduzione della carne dovrebbe precedere alimenti che contengono poco ferro e possono interferire con l’assorbimento dello stesso, quali verdure e frutta.

2. Non utilizzare il latte vaccino almeno fino al 12° mese di vita, per il suo contenuto elevato di proteine, per il suo bassissimo contenuto di ferro (solo 0,25 mg), per la possibilità che possa creare delle microemorragie intestinali, per il tipo di grassi presenti, per il carico di fosforo che può ridurre l’assorbimento del calcio.

3. Mettere in atto piccoli accorgimenti in grado di modificare comportamenti sbagliati legati all’alimentazione, come spiega Arianna Banderali, Medico Psicoterapeuta specialista in Scienza dell'Alimentazione, Vicepresidente AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso): «Mangiare seduti a tavola aumenta la consapevolezza del cibo. Creare un ambiente favorevole, evitare le distrazioni, come la televisione, e ridurre gli stimoli sia a tavola che nella credenza. Non preparare un quantitativo di alimenti superiore ai fabbisogni e non disporre sulla tavola più alimenti contemporaneamente. I cibi tentatori pronti da mangiare dovrebbero essere posti in scomparti poco accessibili. Per festeggiare un piccolo successo o un evento, disporre alternative rispetto al cibo in modo da educare il bambino a ricevere gratificazioni da altri contesti (per esempio, una gita in famiglia). Insegnare al bambino a mangiare lentamente, dando per primi l’esempio. Per allungare la durata del pasto si possono applicare alcune tecniche, come fare piccoli bocconi oppure masticare a lungo».

Ai problemi dell’obesità e della carenza di ferro è dedicata l’edizione 2010 del Mese della Nutrizione Infantile. Per conoscere il calendario degli appuntamenti: www.mesedellanutrizioneinfantile.it e numero verde 800 115533.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Mese della nutrizione infantile Mellin

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