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Internet e bellezza

Cosmetici: occhio alle bufale del web

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Pubblicato il: 05-10-2010

Falsi miti e leggende sui cosmetici corrono in rete, spaventando chi usa creme e rossetti: ma cosa c'è di vero? Gli esperti invitano alla cautela e spiegano come non farsi ingannare da blog e social network.

Cosmetici: occhio alle bufale del web © Photos.com Sanihelp.it - Deodoranti che fanno venire il cancro, olio emolliente che danneggia la pelle dei neonati, creme a base di petrolio, sostanze che provocano allergie… Da tempo i cosmetici sono nel mirino di siti internet, blog e forum che li descrivono - spesso senza alcun sostegno scientifico - come pericolosi per la salute e l’ambiente, scatenando il panico nei cittadini.

La disinformazione cosmetica in rete è stata favorita negli ultimi tempi dalla crescita di blog, forum e social network, oltre che dalla rapidità di aggiornamento e circolazione dei commenti: alcune delle bufale girano da anni e sono state spesso smentite, eppure sradicarle risulta ancora difficile.

«Uno degli argomenti più citati è quello dei prodotti che causano irritazione. Occorre prima di tutto essere chiari su che cosa si intenda per irritazione e su quali siano gli effetti sulla pelle e sull’organismo - sottolinea Enzo Berardesca, dell’Istituto Dermatologico San Gallicano - Esistono infatti molti elementi in grado di generare e condizionare un’irritazione: la natura delle sostanze chimiche e la loro concentrazione, il tempo di esposizione, la superficie esposta, la concomitanza con altre sostanze e i fattori ambientali, oltre a elementi come l’età, la razza, il sesso, le condizioni della cute, l’area del corpo trattata, la presenza o meno di precedenti dermatologici ed eventuali patologie concomitanti con la somministrazione del prodotto. Perciò, prima di divulgare una presunta azione irritante di un prodotto, bisogna conoscere tutte queste varianti».

Ma quanto è davvero irritante un cosmetico? «Teoricamente non lo è mai, se è ben formulato, testato e utilizzato – rassicura l’esperto - Si possono presentare elementi di irritazione se il prodotto viene usato in quantità eccessive, applicato su cute patologica, utilizzato in situazioni particolari o in condizioni ambientali inadeguate, oppure in sedi non appropriate».

Tra le altre bufale più comuni c’è quella che riguarda deodoranti e antitraspiranti che contengono il cloridrato di alluminio, accusati di essere cancerogeni (ma poi assolti da numerose fonti scientifiche), o quella dei rossetti al piombo che danneggiano il comportamento e il linguaggio. Secondo la fonte (non definita), il 61% dei rossetti in commercio (compresi quelli delle marche più note) contiene concentrazioni di piombo ben oltre i limiti imposti. La Food and Drugs Administration e le autorità europee hanno però smentito i dati, oltre a chiarire che il piombo viene comunque ingerito con i cibi, l’acqua e l’aria in quantità ben superiore a quella che viene in contatto con una donna che usa il rossetto.

Attenzione anche a non farsi ingannare da termini come naturale, ecologico o biologico. «Tali termini si riferiscono a standard ancora inesistenti in cosmetica - chiarisce Elio Mignini, presidente della SICC, Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche - Per il momento un buon prodotto cosmetico non può essere formulato usando esclusivamente sostanze naturali, sempre ammesso e non concesso che tali sostanze cosiddette naturali poi lo siano veramente».

«Diverso è il concetto di eco – continua Mignini - che dovrebbe riferirsi alla sostenibilità ambientale, ma chi volesse perseguire realmente questo obiettivo dovrebbe prima di tutto documentare l’affermazione con argomentazioni scientifiche, per esempio attraverso un’analisi di tutti i componenti e dei processi utilizzati. Poi dovrebbe anche spiegare al consumatore che alcune caratteristiche del prodotto potrebbero non essere ottimali a causa di questa scelta a favore della sostenibilità».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SICC, SocietÓ Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche

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