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Rene: le novità di diagnosi e terapia

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Pubblicato il: 05-10-2010

Il carcinoma renale rappresenta il 2-3% di tutte le neoplasie maligne. In Italia colpisce ogni anno circa 8.500 persone. Gli esperti si riuniscono per mettere in evidenza le migliori opzioni cliniche a favore dei pazienti.

Rene: le novità di diagnosi e terapia © Redazione Sanihelp.it - Come spiega il Professor Francesco Cognetti, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) di Roma: «Il registrato aumento dell’incidenza del carcinoma renale riguarda soprattutto le aree a maggior sviluppo economico, nelle quali l’uso diffuso dell'ecografia ha consentito l'individuazione di un numero sempre maggiore di neoplasie anche di piccole dimensioni. L’eziologia del tumore renale è una questione complessa e presenta, accanto a fattori contraddistinti da un maggior grado di certezza, elementi e ipotesi tuttora oggetto di discussione. Alcuni fattori di rischio comunemente riconosciuti sono il fumo, l’esposizione all’asbesto e ad alcuni metalli pesanti derivati dal petrolio. Esistono poi malattie di base predisponenti allo sviluppo del tumore renale. Sono stati registrati, inoltre, tumori renali in pazienti con malattia cistica acquisita o che hanno subito trapianto del rene e in pazienti affetti dalla sindrome di von Hippel-Lindau per la presenza di alterazioni geniche predisponenti».

«La chirurgia – sottolinea il Professor Michele Gallucci, Direttore di Urologia dell’IRE - è stata finora considerata il trattamento standard per la maggior parte dei tumori del rene. Le linee guida del National Comprehensive Cancer Network e della Società Europea di Urologia sono infatti concordi nel riconoscere un ruolo di primaria importanza al trattamento chirurgico con intenti curativi nel caso di forme localizzate e localmente avanzate. Più discusso è, invece, il ruolo della chirurgia in presenza di metastasi. La nostra casistica di circa 250 tumori del rene all’anno evidenzia come sia possibile eseguire interventi in prevalenza in laparoscopia per la rimozione del rene, dei linfonodi loco regionali e ove possibile delle metastasi». Nel corso del tempo sono stati adottati diversi approcci nel trattamento del carcinoma renale metastatico: l’ormonoterapia, ormai del tutto abbandonata, la chemioterapia e l’immunoterapia con risultati discordanti. 

«Nuove prospettive terapeutiche per i pazienti con malattia metastatica – spiega il Dottor Michele Milella, Dirigente Oncologia Medica A IRE - sono state offerte dall’introduzione di nuovi agenti in grado di interferire con i processi molecolari che regolano lo sviluppo del carcinoma renale. Le più recenti acquisizioni sui meccanismi coinvolti nel processo di trasformazione e progressione tumorale delle neoplasie hanno infatti aperto una nuova epoca nella formulazione e nella valutazione clinica di nuovi farmaci: le terapie target.

Alcune delle proteine che regolano la proliferazione cellulare sono alla base della degenerazione neoplastica e proprio queste sono il bersaglio dei nuovi approcci terapeutici. Se da una parte gli sforzi della ricerca clinica si sono rivolti alla cura delle neoplasie più frequenti, dall’altra queste nuove molecole hanno avuto interessanti sviluppi d'azione nel trattamento anche di forme tumorali più rare come il carcinoma renale. 

La disponibilità di farmaci target, a carattere sostanzialmente antiangiogenico nel caso del carcinoma renale, ha pertanto aperto nuove opzioni di trattamento in aree terapeutiche ove, fino ad oggi, le opzioni erano scarse o nulle, proponendo livelli di attività ed efficacia senza precedenti, accompagnati da profili di tollerabilità e compliance assolutamente accettabili.

Un bersaglio innovativo nel trattamento del carcinoma renale, così come di altre neoplasie, è rappresentato dalla neoangiogenesi ovvero la formazione di nuovi vasi in seno al tumore. Bloccare il complesso di fattori in grado di promuovere l’angiogenesi significherebbe impedirne i rifornimenti di ossigeno e nutrienti e la conseguente crescita incontrollata».

Data la complessità di questo scenario, è importante per lo specialista in oncologia acquisire una profonda conoscenza dei risultati più recenti in ambito di diagnosi, trattamento e follow-up del paziente con carcinoma renale per offrire il più ampio beneficio clinico possibile ai propri pazienti.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Tumori Regina Elena di Roma

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