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Bimbi: no al mal di testa!

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Pubblicato il: 19-10-2010

Mal di testa nei piccoli sempre più frequente: colpa (anche) di stress, troppi impegni e poche attenzioni a casa. Un esperto rivela i campanelli d'allarme, i consigli psicologici e le cure.

Bimbi: no al mal di testa! © Photos.com Sanihelp.it - In Italia, secondo dati recenti, il mal di testa è il disturbo più frequente tra i giovanissimi: circa il 30% dei casi. Colpisce con emicrania e cefalea muscolo-tensiva il 4% dei bambini (6-10 anni) e il 14% degli adolescenti (12-17 anni). Si tratta in prevalenza di forme primarie; la cefalea secondaria, sintomo di altre malattie come sinusite, allergie e altro, riguarda solo il 10 -15%.

«L’esordio del mal di testa avviene intorno ai 6 anni e nell’80% dei casi le cause scatenanti sono fattori emotivi – spiega il professor Vincenzo Guidetti, presidente della SISC - Società Italiana per lo Studio delle Cefalee e ordinario di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e direttore del Dipartimento di scienze neurologiche e psichiatriche dell’età evolutiva all’Università La Sapienza di Roma - Se si tratta di emicrania, il primo attacco può presentarsi anche in età molto precoce, a 1 o 2 anni».

Quali sono le cause? «La familiarità riveste un ruolo importante: se uno dei genitori soffre di emicrania, c’è una probabilità del 50 - 75% che anche il figlio ne sia affetto. Si parla di eredità poliallelica: significa che diversi fattori genetici giocano un ruolo nell’insorgenza degli attacchi e che finora non si è trovato un unico tratto genetico responsabile».

Nei piccolissimi ci sono segnali da non sottovalutare perché potrebbero rivelare una possibile emicrania: nei primi anni di vita le coliche gassose, la tendenza a scambiare il giorno per la notte, le crisi di pianto inconsolabile; nel primo e secondo anno acetone, vomito, dolori addominali, mal di pancia, mal d’auto; nell’adolescenza nausea, intolleranza alla luce e al rumore, stanchezza, vertigini, disturbi del sonno, tra cui sonnambulismo e bruxismo.

I bambini sono spesso colpiti anche da un altro tipo di cefalea, quella tensiva: in età evolutiva, intensi attacchi di emicrania possono sovrapporsi a crisi di cefalea tensiva quotidiana nel 35 - 40% dei pazienti. In questi casi l’insorgenza è legata a una serie di concause e tende a diventare più frequente in età scolare.
La prima, la quinta elementare e la prima media infatti sono le classi alle quali corrisponde il numero più elevato di esordi di cefalea infantile: più colpiti sono i bambini molto sensibili e ansiosi, che somatizzano facilmente, sono spesso iperattivi e in competizione con se stessi.

«Il cervello del bambino è geneticamente dotato di una elevata presenza di neuroni – spiega il professor Guidetti – e lo sviluppo e l’organizzazione finale delle strutture cerebrali è strettamente legato alle esperienze quotidiane. Lo stesso fatto di andare a scuola, aspettarsi interrogazioni, dover affrontare una situazione nuova o semplicemente il ritorno in classe dopo le vacanze può essere un fattore che scatena il mal di testa».

L’insorgenza del mal di testa nel bambino è influenzata anche da fattori familiari: come dimostrano alcune indagini svolte in Paesi europei, infatti, l’introduzione del tempo pieno nella scuola, l’aumento delle madri lavoratrici e l’incremento di separazioni hanno contribuito a far salire di oltre il 60% i casi di cefalea in età pediatrica dagli anni 80 a oggi. I bambini di oggi vivono in una società stressata e in genere tendono a imitare gli atteggiamenti dei genitori.

Un suggerimento per i genitori che sospettano che il figlio possa soffrire di cefalea: segnare su un calendario per almeno 15-30 giorni l'inizio della crisi, la durata e l'intensità. Se il bambino presenta più di 2-3 crisi di lunga durata nell’arco di un mese, è opportuno contattare un centro cefalee infantili. Inoltre è consigliabile non sottoporre il bambino allo stress di attività extrascolastiche imposte, cercando invece di passare più tempo con lui.

Infine, le cure. Psicoterapia, tecniche di rilassamento, biofeedback e pet therapy spesso risolvono il problema, ma in alcuni casi si può ricorrere ai farmaci, soprattutto paracetamolo. I triptani, trattamento elettivo dell’emicrania per l’adulto, hanno invece un margine di impiego più limitato. «Bisogna comunque tenere presente che spesso questi bambini hanno solo bisogno di attenzione, tanto che nella maggior parte dei casi bastano alcune visite per riscontrare una regressione della patologia», conclude l'esperto.


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SISC

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