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È confermato: obesità e infiammazione sono collegati

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Pubblicato il: 12-10-2010
Sanihelp.it - Stress, alimentazione sregolata e ridotta attività fisica sono le cause fino a ora più note di sovrappeso e obesità. Oggi, però, la ricerca scientifica ha dimostrato che sovrappeso e obesità possono essere indotti da un altro fattore di rischio, non ancora preso in considerazione: l’infiammazione. L'argomento è emerso in occasione dell’Obesity Day 2010.

Il grasso corporeo accumulato fa sì che si instauri un processo di infiammazione cronica e questo stato infiammatorio è causa, a sua volta, di un altro accumulo di grasso, rendendo così vani i tentativi di perdere peso. L’infiammazione, quindi, è un vero e proprio fattore di rischio che non può essere ignorato, anche in Italia dove gli obesi sono il 10% della popolazione adulta e il 15% di quella infantile e nel quale, ogni anno, si contano più di 50.000 decessi per le patologie correlate all’obesità.

A oggi, la ricerca scientifica spiega che le cellule di grasso (adipociti) si gonfiano fino a scoppiare, attraendo, quindi, delle cellule (macrofagi) il cui ruolo è ripulire i materiali di scarto. Appena i macrofagi si inseriscono nel tessuto adiposo, iniziano a rilasciare dei prodotti chimici infammatori, tra cui il chiamati TNF (Tumor Necrosis Factor), che fanno parte della classe delle citochine. Queste, a loro volta, attraggono altri globuli bianchi che, rilasciando altre citochine, aumentano i livelli di infiammazione, creando un circolo vizioso.

Un’altra scoperta recente ha dimostrato che le cellule adipose e le cellule del sistema immunitario fanno parte della stessa famiglia: i pre-adipociti, se stimolati dalle citochine, possono diventare macrofagi, ed entrambi reagiscono a molti degli stessi ormoni e mediatori chimici.

Tra gli effetti del TNF c’è la determinazione della resistenza all’insulina, che non permette il corretto funzionamento del metabolismo e, quindi, porta a ingrassare. Ma anche il percorso inverso è importante: l’infiammazione cronica fa sì che il cervello e il corpo diventino resistenti agli effetti della leptina, che permette di perdere peso, e dell’insulina e del cortisolo, il cui ruolo è di gestire le scorte di grasso nel corpo. Quindi, se non possono esercitare i loro effetti nel modo corretto, fanno sì che avvenga un continuo aumento di peso.


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Istituto italiano di tecnologia

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