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Come riconoscere il pianto da colica

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Pubblicato il: 26-10-2010

I bambini devono piangere, spiegano gli psicologi, per poter comunicare. Ma quando il pianto è davvero inconsolabile, potrebbe trattarsi di coliche gassose. Ecco come riconoscerle.

Come riconoscere il pianto da colica © Photos.com Sanihelp.it - Quasi tutti i genitori si fanno prendere dal panico quando il proprio bambino piange, ma in realtà lui sta solo cercando di comunicare ciò che sente.

«Il neonato, per comunicare le proprie sensazioni ed emozioni, ha a disposizione due strade strettamente collegate: il corpo e il pianto - spiega la dottoressa Paola Romitelli, psicologa consulente per il sostegno alla genitorialità – È pertanto molto importante che il bambino pianga, anzi: un neonato che non piange dovrebbe destare qualche sospetto! Desiderare che il proprio piccolo non pianga sarebbe come desiderare che non parlasse, che non ci dicesse come si sente, cosa prova».

È importante avere presente che i neonati piangono per diversi motivi e non, come generalmente si pensa, solo per il sonno o la fame. I motivi per cui un bambino, specialmente tra zero e tre mesi, piange possono essere: fame, disagio o fastidio (è sporco e vuole essere cambiato), dolore, malattia, solitudine, noia (i neonati non sanno auto-intrattenersi, hanno bisogno di continui stimoli da parte degli adulti), paura, stanchezza, frustrazione, eccesso di stimolazioni. I bambini piangono molto anche durante il sonno (capita durante la fase di passaggio tra il primo sonno e il sonno agitato), oppure se sono prematuri o sottopeso.

È utile quindi, innanzitutto, riuscire a differenziare i vari tipi di pianto. Il pianto da colica, in particolare, assume delle caratteristiche specifiche che lo rendono abbastanza riconoscibile:

1. Precocità: le coliche si manifestano precocemente (entro 10-20 giorni dalla nascita), per poi aumentare intorno alla sesta settimana di vita
2. Frequenza serale-notturna: mentre la prima parte della giornata è generalmente calma, le crisi si manifestano alla fine del pomeriggio o di sera, protraendosi a volte anche per una parte della notte; spesso si scatenano dopo il pasto, quando inizia la digestione;
3. Forte agitazione: il bambino si agita e urla per ore in modo ostinato; vi è una mimica facciale e dei movimenti del corpo che evocano una forte sofferenza digestiva.

Ma la caratteristica intrinseca del pianto da colica è l’inconsolabilità assoluta. Tutte le altre possibili motivazioni di pianto, al contrario, hanno un rimedio, che generalmente pone fine allo sfogo del piccolo.


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