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Polmone: nuova terapia personalizzata

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Pubblicato il: 19-10-2010

Il test diagnostico per l'identificazione della mutazione dell'EGFR nel tumore al polmone non a piccole cellule è oggi una realtà in Italia grazie all'istituzione del network nazionale EGFR Fastnet.

Polmone: nuova terapia personalizzata © Photos.com Sanihelp.it - Il tumore al  polmone in Italia rappresenta la prima causa di morte oncologica negli uomini e la seconda nelle donne. Esistono due tipi principali di tumore polmonare, ciascuno caratterizzato da un decorso e da una prognosi differente, più o meno grave. Sono classificati in base all'aspetto delle cellule al microscopio: il tumore polmonare non a piccole cellule (Non Small Cell Lung Cancer, NSCLC),
che comprende circa l'85% dei casi e il tumore polmonare a piccole cellule (Small Cell Lung Cancer, SCLC).

Dopo più di trenta anni privi di sostanziali progressi nelle strategie terapeutiche del tumore polmonare non a piccole cellule, oggi la medicina molecolare consente di personalizzare la cura del paziente. In particolare, le nuove tecnologie consentono sia di affinare la diagnosi, grazie all’analisi di specifici marcatori tumorali, sia di personalizzare la terapia, grazie a nuovi farmaci mirati ad elevata efficacia

La scoperta che ha permesso ai ricercatori di compiere un importante progresso in questa direzione è stata la recente identificazione di un marcatore molecolare presente nelle cellule tumorali, in grado di predire la risposta e l’efficacia della terapia con farmaci a bersaglio molecolare, mirati contro le tirosinchinasi (TK).

Analizzando i risultati dello studio clinico IPASS, si è infatti scoperto che i pazienti le cui cellule tumorali sono EGFRM+, ovvero presentano mutazioni attivanti a carico del gene EGFR (il gene del recettore del fattore di crescita epidermoidale), hanno un’elevata probabilità di risposta a gefitinib, significativamente superiore alla terapia standard. Ai pazienti con tumore EGFR-M+ è dunque possibile prescrivere gefitinib, una terapia personalizzata e altamente efficace sin dalla prima linea di trattamento, un farmaco a somministrazione orale disponibile anche in Italia da alcuni mesi.

Per accertare lo stato mutazionale dell’EGFR è necessario effettuare un test, che rappresenta, quindi, un passo necessario e indispensabile per diagnosi accurata e per la scelta della migliore strategia terapeutica. Specificamente dedicato all’esecuzione del test EGFR-M sui tumori NSCLC è il Network EGFR FASTnet, un servizio a disposizione di tutti gli ospedali italiani recentemente organizzato, strutturato e supportato da AstraZeneca con l’obiettivo di facilitare e rendere disponibile in tutta Italia l’esecuzione del test per la mutazione di questo particolare gene tumorale. Tutti gli ospedali presenti sul territorio nazionale potranno richiedere l'esecuzione del test EGFR-M ai Laboratori di diagnosi biomolecolare che fanno parte del network.

Come spiega il Dottor Nicola Normanno, Direttore Dipartimento di Ricerca dell’ ITN Fondazione Pascale di Napoli: «In questo circolo virtuoso sono coinvolte tutte le figure professionali (pneumologi, oncologi, anatomopatologi, biologi molecolari) che svolgono un ruolo importante nella fase di diagnosi, cruciale per decidere la terapia. Il network che è stato realizzato con EGFR FASTnet consente di ridurre notevolmente i tempi necessari alla diagnosi molecolare di mutazione dell’EGFR, dando così la possibilità all’oncologo di somministrare il farmaco più efficace sin dall’inizio della terapia.

Questo aspetto ha un impatto significativo sulla strategia terapeutica: come sottolineato dalle attuali raccomandazioni dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica e della Società Italiana di Anatomia
Patologica e Citologia diagnostica, il tempo per l’esecuzione dell’analisi mutazionale non dovrebbe superare le due settimane dalla richiesta della determinazione».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Astra Zeneca

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