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Quando l'ansia da prestazione è femmina

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Pubblicato il: 19-10-2010

Italiane sempre più simili agli uomini sotto le lenzuola: una su cinque si trova addirittura a fare i conti con l'ansia da prestazione.

Quando l'ansia da prestazione è femmina © Photos.com Sanihelp.it - Lavorano moltissimo, in ufficio ma anche a casa, cercando di essere al top in entrambi gli ambiti ma finendo spesso oppresse da stress e stanchezza. Consumano alcolici e fumano e a letto cominciano a temere di non essere all’altezza: sono le donne di oggi, con stili di vita e anche problematiche sotto le lenzuola sempre più maschili.

Una Italiana su 5 ammette addirittura di soffrire di ansia da prestazione, un problema da sempre considerato maschile. E invece anche il gentil sesso si trova a fare i conti con questa forma ansiogena che, pur permettendo di portare a termine un rapporto sessuale, a differenza di quanto succede con l’ansia maschile, genera un profondo disagio psicologico capace di bloccare la risposta sessuale.

Secondo il sondaggio Le Italiane e il sesso, presentato all’ultimo Congresso sulla Contraccezione, che ha coinvolto 600 donne tra i 18 e i 50 anni, l’ansia da prestazione femminile è uno dei nuovi nemici della coppia, insieme alla routine (per il 65% delle interpellate), lo stress (51%) e il timore di deludere il partner (48%).

Quali sono le donne più a rischio? «Quelle che soffrono di cicli abbondanti, che possono causare anemia, e di forti sbalzi ormonali. E non bisogna sottovalutare gli effetti dannosi di stili di vita sempre più maschili, che si riflettono anche sulla libido: in particolare l’abitudine al fumo, il consumo di alcolici e il superlavoro» spiega il professor Salvatore Caruso, presidente della Federazione di Sessuologia Scientifica.

Per un problema poco noto come l’ansia da prestazione femminile (solo il 38% delle donne interpellate ne era a conoscenza) può essere utile il ricorso alla pillola anticoncezionale, che oltre a essere un valido aiuto contro gli sbalzi ormonali e i cicli abbondanti, proprio grazie all’azione contraccettiva può permettere una sessualità senza ansie (la paura di restare incinta frena il desiderio per un’italiana su 3).

Ma non è tutto: «A prescindere dall’intervento medico, è fondamentale il dialogo con il partner, per condividere le difficoltà e migliorare l’intimità» sottolinea il professor Caruso. «Una strategia efficace è anche una dieta sana, riposare un numero adeguato di ore (otto per notte, perché l’ansia basale aumenta quando c’è carenza di sonno) e praticare ogni giorno un po’ di movimento fisico, che facilita l’eccitazione».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso della contraccezione 2010

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