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Giovani: malattie respiratorie e asma in aumento

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Pubblicato il: 21-10-2010
Sanihelp.it - Malattie respiratorie e soprattutto asma in aumento nei giovani. Secondo gli esperti riuniti a Milano nell'XI Congresso Nazionale della Pneumologia, la causa sarebbe da ricercare nei cambiamenti ambientali, nell'inquinamento cittadino, nella cattiva alimentazione e nel fumo di sigaretta, attivo e passivo

L’asma è una patologia infiammatoria cronica delle vie aeree caratterizzata da sintomi respiratori ricorrenti quali respiro sibilante, costrizione del torace e tosse. I sintomi variano nel tempo e differiscono da un individuo all’altro in frequenza di comparsa e gravità. Nei casi estremi le vie aeree raggiungono un tale livello di infiammazione e ostruzione da rendere molto difficile il respiro, con ovvie limitazioni fisiche e pericolo per la salute. L’asma colpisce in Italia circa tre milioni di persone ed è responsabile di più di mille decessi all’anno. Molto preoccupante risulta l’aumento di prevalenza di questa malattia tra i bambini, che si attesta intorno al 10% contro il 5,3% nella popolazione adulta.

Per prevenire o limitare l'impatto della malattie respiratorie sui più giovani, gli esperti consigliano: una dieta ricca di frutta e verdura per mantenere i sistemi di difesa al massimo dell'efficienza contro i danni ossidativi da radicali liberi; l’eliminazione del fumo di sigaretta durante la gravidanza, nel periodo postnatale e in adolescenza, per ridurre il rischio di asma perché non altera la funzione polmonare; di tenere sotto controllo il peso nei bambini evitando il sovrappeso, che può modificare la normale capacità della gabbia toracica e del polmone di dilatarsi correttamente e provocare ripercussioni anche sull’albero bronchiale con maggiore tendenza all’ostruzione bronchiale stessa. 

Il Professor Stefano Centanni, Presidente S.I.Me.R. e Direttore della Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio, A.O. San Paolo - Università degli Studi di Milano, aggiunge: «Bisogna ricordare che nei più piccoli i danni sullo sviluppo e sulla funzione polmonare sono precoci e cumulativi. È per questo che bisogna assolutamente eliminare tutti i fattori di rischio legati agli stili di vita che possono avere effetti negativi sulla respirazione. L’esposizione all’inquinamento atmosferico, che è sicuramente tra i più pericolosi dei fattori di rischio poiché non è una scelta di vita ma un’esposizione ambientale involontaria e onnipresente, purtroppo non è facilmente gestibile anche se sono ampiamente noti i suoi effetti sulla crescita polmonare, sull'aumento del rischio di infezioni respiratorie frequenti e severe e sul rischio di riacutizzazioni asmatiche».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
XI Congresso Nazionale della Pneumologia - UIP 2010

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