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Se lo sport salva la vita

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Pubblicato il: 26-10-2010

Giova alla pelle, contrasta i chili in eccesso, tiene sotto controllo il cuore, aiuta la fertilità e rallenta l'invecchiamento. Non è un farmaco portentoso, ma più semplicemente lo sport.

Se lo sport salva la vita © Photos.com Sanihelp.it - Il prezioso identikit arriva dagli esperti riuniti a Novara per il convegno Lo sport salva la vita; la città piemontese è stata infatti eletta dal comitato internazionale di Aces (Associazione delle capitali europee dello sport) Città europea dello sport 2010.

L'obiettivo è ribadire che lo sport aiuta a vivere meglio, come spiega Michele Carruba, farmacologo e presidente onorario della Società italiana di alimentazione e sport (Sias): «Bastano cinquemila passi in più al giorno. Anche solo passando da camminate quotidiane di tremila-cinquemila passi al doppio (diecimila passi), si riduce il rischio di morte di tre volte». Oggi invece siamo nella «fase dell'homo obesus, che vive davanti allo schermo, mangia più di quanto consuma e si definisce sportivo perché esulta per una partita alla tv. Sottovalutando il fatto che sport e alimentazione corretta fanno miracoli per la salute».

Maurizio Santomauro, presidente del Giec (Gruppo per l'intervento nelle emergenze cardiologiche), aggiunge: «Se infatti, esiste una morte improvvisa da sport (tre giovani ogni centomila all'anno in Italia), con numeri tre volte superiori rispetto a quelli riscontrati nei giovani sedentari, è anche vero che il cuore degli sportivi è più controllato. E spesso si riescono a identificare in tempo anomalie congenite e silenziose potenzialmente fatali», 
La visita di idoneità obbligatoria per chi pratica sport agonistico ha ridotto l'incidenza della morte improvvisa dell'89% e secondo Santomauro andrebbe estesa anche agli sportivi amatoriali. Anche l'uso del defibrillatore e le manovre salvavita sarebbero un bagaglio prezioso, tanto che lo specialista auspica una legge che imponga di studiarle a scuola.

Tullio Toti, responsabile di fisiopatologia masticatoria all'istituto San Raffaele di Milano, spiega l'importanza della salute dentale in ambito sportivo: «Per l'atleta vincente l'odontoiatria svolge un ruolo di primo piano. Il contatto dentale non deve costituire un ostacolo all'esecuzione della prestazione sportiva. Nostro compito è cercare di risolvere eventuali inciampi occlusali per restituire l'equilibrio per il recupero del benessere e della performance muscolare». 

Il dermatologo Antonino Di Pietro, presidente di Isplad (Italian society of plastic-regenerative and oncologic dermatology) sottolinea inoltre come il viso non sia esente, «In un'epoca in cui la bellezza di un viso è affidata, sconsideratamente, a una tossina che paralizza i muscoli, bisognerebbe puntare sulla ginnastica facciale per ottenere una giovinezza naturale del volto. Spero che le cose cambino e che si facciano strada anche istruttori di ginnastica facciale per guidare le donne che vogliono tonificare naturalmente il loro viso». 

Infine Francesco Fusi, responsabile del Centro di fisiopatologia della riproduzione degli ospedali Riuniti di Bergamo, evidenza l'impatto dello sport sulla fertilità: «Nell'uomo l'assenza di esercizio favorisce il grasso periferico, con la messa in circolo di estrogeni che, oltre a diminuire il tasso del testosterone, inibiscono la spermatogenesi. Per la donna è fondamentale l'indice di massa corporea (Bmi). Il sovrappeso riduce di tre volte la possibilità di concepire, così come il sottopeso (2,5 volte in meno). Uno studio norvegese ha messo in evidenza come l'attività fisica intensa e quotidiana riduce la fertilità femminile, ma una moderata attività che tonicizza senza privare del tessuto adiposo periferico facilita una normale ovulazione».


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