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In Italia domina lo stress

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Pubblicato il: 26-10-2010

Qual è lo stato di salute e benessere nel Bel Paese? Da una ricerca Philips emerge che gli italiani denunciano un peggioramento della propria salute rispetto a cinque anni fa, con stress in aumento

In Italia domina lo stress © Photos.com Sanihelp.it - Gli italiani stanno bene ma rispetto a cinque anni fa il 42% ritiene peggiorata la propria salute. Rispetto all’ultimo anno invece, lo scenario si presenta più positivo, ma solo il 15% degli intervistati dichiara un miglioramento mentre il 56% non ha riscontrato cambiamenti. Alla domanda sull’attuale stato di salute, il 67% di un campione rappresentativo di italiani, pari a 41.700.000 individui tra i 18 e i 70 anni, giudica il proprio stato di salute e benessere abbastanza positivo (55%) o molto positivo (12%), senza differenze particolari tra uomini e donne.

Sono questi i dati più rilevanti emersi dalla ricerca Philips Index che hanno animato il dibattito di apertura dell’evento Health&Wellbeing: la via che porta al benessere, organizzato a Milano dal 21 al 27 ottobre: un evento dedicato alla salute e alla qualità della vita.

Dall’analisi degli aspetti della vita che più incidono sullo stato di salute e di benessere delle persone, al primo posto si colloca lo stress che condiziona negativamente la qualità di vita delle persone: il 76%, infatti, se ne dichiara affetto. Un italiano su due giudica il proprio livello di stress significativo (17.3 milioni) o addirittura drammatico (3.5 milioni): il che avviene in particolare tra le donne, tra i giovani (18-24 anni) e nella fascia tra i 35-44 anni. Le ragioni di questo malessere diffuso sono in prima battuta di carattere economico-sociale (68%), al secondo posto entra in causa l’ansia per quel che avviene nel mondo (50%) mentre il terzo fattore di stress si rivela il lavoro (per l’inadeguata qualità e la condizione precaria attuale).

Secondo Enrico Finzi, sociologo e Presidente di AstraRicerche: «Se lo stress è la prima matrice percepita di malessere psico-fisico e di malattia, esso oggi si presenta come causato dall’economia, dalla politica, dall’ambiente esterno: possiamo davvero parlare di dominante sociopatia, di una società ammalata e che ammala provocando un forte disagio esistenziale, una grande fatica di vivere».

Consapevoli dell’influenza che hanno i comportamenti personali sul proprio stato di salute, gli italiani investono nel leisure (il 78%) e curano di più l’alimentazione (il 47%) ma non adottano come dovrebbero comportamenti di prevenzione, legati in particolar modo ad alcune diffuse patologie: solo il 48% si reca da un medico una volta all’anno per un check-up, ossia per verificare il proprio stato di salute in generale, il 18% non fa mai nulla; il 4% si fa dare un’occhiata ogni 5 anni o meno e l’11% ogni 3-4 anni; il 19% ogni 2 anni.

Come spiega Umberto Veronesi: «La ricerca scientifica ha avuto negli ultimi venti anni un’accelerazione mai conosciuta prima. L’applicazione delle conoscenze del DNA e dei sistemi digitali alle tecniche diagnostiche e terapeutiche ha cambiato le prospettive, sia per il paziente di oggi, che per i cittadini del domani, che per la prima volta nella storia hanno una concreta probabilità di vedere sconfitte le malattie più gravi, come il cancro. Prevenzione e diagnosi precoce sono il fulcro di questa nuova visione. Quindi lo sforzo enorme della ricerca viene vanificato se la popolazione non viene informata dei nuovi strumenti che la scienza mette via via a disposizione e resa consapevole dei benefici che derivano da un atteggiamento responsabile nei confronti della propria salute».

Lo studio di Philips ha sondato anche quali patologie temono maggiormente gli italiani: la classifica vede in testa l’indebolimento, temuto dal 69% del campione. Segue la sindrome metabolica, indicata dal 50% degli intervistati (il 32% evoca il sovrappeso o la vera e propria obesità, il 26% il colesterolo alto, il 13% il diabete). Il 35% teme invece l’insorgere o l’aggravarsi di problemi psichiatrici (ansia 26%, depressione 24%).

In merito invece all’aspettativa di vita, il 45% degli intervistati stima di poter vivere più di ottant’anni e mediamente più anni rispetto ai propri genitori. Il tema dell’aging society è stato infatti al centro del dibattito per analizzare quali possano essere le reali prospettive di qualità di vita per una società che vive mediamente sempre più a lungo e che ha una percentuale crescente di popolazione anziana. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Philips

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