Le parole pi¨ cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Conosciamo la biblioterapia

Curarsi leggendo? Si può

di
Pubblicato il: 09-11-2010

Leggere un buon libro solleva l'umore, migliora le conoscenze e aiuta ad accettare meglio le difficoltà della vita. Per questo oggi la biblioterapia arriva anche in carceri e ospedali.

Curarsi leggendo? Si può © Photos.com Sanihelp.it - I libri sono miniere da cui attingere per trovare lo stimolo a guardarsi dentro e avvicinarsi alla soluzione dei propri problemi: da quest’idea è nata la biblioterapia, cioè l’uso dei libri come strumento terapeutico, termine coniato negli anni '30 dal dotto William Menninger, psichiatra, per indicare la cura attraverso la lettura, ovvero la lettura come mezzo di crescita personale.

È stato dimostrato infatti che la lettura offre:

• capacità di ascolto
• capacità di immedesimarsi negli altri
• capacità di analisi e confronto con sé
• uno sguardo allargato in altri ambienti, in altre vite, in altri luoghi
• la possibilità di vivere altre vite
• un aiuto a trovare le parole per esprimere pensieri e sentimenti: arricchisce il linguaggio e aiuta a creare i concetti, le idee, in pratica forma la mente
• favorisce la relazione con gli altri
• favorisce l'ascolto interiore e l'introspezione
• permette un ritmo personale nella riflessione.

La biblioterapia è utile in situazioni di crisi, di difficoltà o semplicemente di passaggio, come l’adolescenza, la menopausa, la vecchiaia o il post-partum, oppure di vere e proprie malattie come il disagio esistenziale e la depressione. In questi casi, psicologi e psicoterapeuti prescrivono la lettura come terapia, per aiutare i malati a riflettere su di sé e potenziare le proprie capacità cognitive ed emotive. Si è visto, per esempio, che chi ha appena letto un racconto risponde meglio a un test sulle interazioni sociali.

Il romanzo è il genere letterario più utilizzato in biblioterapia, perché consente di: interpretare meglio, attraverso lo svolgersi di eventi immaginari, gli avvenimenti della vita reale; immedesimarsi nei personaggi, innescando un meccanismo che permette di guardarsi dentro accettando meglio i propri difetti e le proprie incertezze; affrontare le difficoltà della vita sentendo che qualcuno, in un altro luogo e in un altro tempo, le ha già vissute.
I saggi, invece, aiutano a comprendere meglio alcune problematiche e a superare le proprie resistenze e i propri pregiudizi; i libri-testimonianza, infine, scritti da coloro che raccontano il proprio percorso di guarigione, sono d’aiuto a chi sta affrontando una malattia o assistendo una persona cara.

Oggi anche diverse strutture (ospedali, case di cura, carceri, ecc.) applicano questo metodo per aiutare i propri utenti a migliorare la propria situazione psicologica ed emotiva, attraverso percorsi di lettura guidata. Un esempio è il progetto, chiamato Leggere libera mente, promosso dall’Associazione culturale Cisproject in stretta collaborazione con la Casa di Reclusione di Milano-Opera, l'Associazione San Vincenzo De Paoli e l'Opera San Francesco per i Poveri, che utilizza la lettura come strumento di rieducazione e trattamento all'interno del carcere.

In questi ambienti, infatti, la lettura permette: di arricchire gli argomenti di discussione su aree positive, lontane dalla devianza, di mettere in atto un'evasione lecita, di rivedere in modo critico le proprie esperienze di vita, di confrontarsi con le altre storie narrate, infine di vivere la quotidianità in modo più costruttivo.
Il progetto ha già dato i suoi frutti, migliorando le condizioni psicologiche ed emotive dei carcerati, e proseguirà con serate che vedranno anche il coinvolgimento delle famiglie dei detenuti.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Progetto Leggere libera-mente di Cisproject

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti