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Legislazione

Il traffico di cuccioli è finalmente reato

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Pubblicato il: 02-11-2010

Il 27 ottobre è stata approvata la Legge di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia. Scopriamo insieme i cambiamenti introdotti.

Il traffico di cuccioli è finalmente reato © Sxc Sanihelp.it - La tratta illegale dei cuccioli coinvolge in Italia circa 200/ 300 mila esemplari all’anno: gli animali che vengono introdotti nel nostro Paese con documenti falsificati muovono un giro d’affari stimato in almeno 300 milioni di euro (stima annuale) poiché sono venduti a prezzi finali gonfiati anche di 20 volte rispetto al prezzo d’origine.

I cuccioli vengono precocemente sottratti alle loro mamme, costrette a continue gravidanze, e sottoposti a lunghi e infernali viaggi.

«Questa Legge è un atto di civiltà perché, fra gli altri obiettivi, rende praticabile quello dello scoraggiamento del mercato degli animali e ora per le nuove e più grandi responsabilità impone allo Stato e alle Regioni Autonome di rafforzare le Polizie locali e nazionali nelle attività specializzate a reprimere i reati contro gli animali.» dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV Lega Antivivisezione «Abbiamo dovuto lottare due anni per ottenere la nuova Legge e ora siamo già al lavoro per realizzare le iniziative per la sua piena ed efficace applicazione.»

Le modifiche/ novità introdotte grazie all’approvazione della Legge sono sostanzialmente 5:

1. Aumento per la sanzione minima e massima per uccisione di animali: la previsione della reclusione passa «da tre mesi a diciotto mesi» a «da quattro mesi a due anni».

2. Aumento delle sanzioni per maltrattamento di animali: la previsione della pena passa «da tre mesi a un anno di reclusione o con la multa da 3.000 a 15.000 euro» a «da tre a diciotto mesi di reclusione o con la multa da 5.000 a 30.000 euro».

3. Convenzione europea ratificata - mutilazioni ad animali da compagnia: l’articolo 10 della Convenzione del Consiglio d’Europa prevede che: «interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non terapeutici debbano essere vietati, in particolare: a) il taglio della coda; b) il taglio delle orecchie; c) la recisione delle corde vocali; d) l’asportazione delle unghie e dei denti».

4. Introduzione del nuovo reato di traffico illecito di animali da compagnia: la pena inflitta sarà la seguente: «reclusione da tre mesi a un anno e multa da 3.000 a 15.000 euro per chiunque, al fine di procurare a sé o a altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate introduce nel territorio nazionale cani o gatti privi di sistemi di identificazione individuale - microchip o tatuaggio - e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale; trasporti, ceda o riceva cani o gatti privi di sistemi di identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale».

5. Introduzione, trasporto e cessione illecita di animali da compagnia: questo reato si differenzia dal precedente in quanto le condotte sanzionate sono poste in essere da soggetti che non hanno approntato un’attività organizzata o reiterata.
In tal caso la pena consisterà nel pagamento di una sanzione amministrativa: «da 100 a 1000 euro per ogni animale introdotto nel territorio nazionale, cani o gatti privi di sistemi di identificazione individuale, microchip o tatuaggio; da 500 a 1000 euro per ogni animale introdotto nel territorio nazionale, animali da compagnia in violazione della legislazione vigente, assenza delle necessarie certificazioni sanitarie e, ove richiesto, di passaporto individuale».

«Altrettanto importante è che ogni cittadino faccia la sua parte per contribuire a stroncare questo squallido fenomeno giocato sulla pelle di animali in tenera età, evitando di mercanteggiare esseri viventi e denunciando eventuali trasgressori» afferma Ilaria Innocenti, responsabile LAV settore cani e gatti «Adottare un cane o un gatto da un rifugio è sempre da preferire, per il bene dei tanti animali che rischiano di passare tutta la vita rinchiusi in un canile e per contribuire ad arginare il fenomeno del randagismo, purtroppo alimentato anche da quella sottocultura che tratta gli animali come merce».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
LAV

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