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Antibiotici e rischio Morbo di Crohn

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Pubblicato il: 02-11-2010
Sanihelp.it - I bambini che durante il primo anno di vita assumono antibiotici per curare infezioni delle vie respiratorie o per l’otite hanno una maggiore probabilità di soffrire di malattie croniche intestinali come il morbo di Crohn o la colite ulcerativa (IBD): è quanto sostiene uno studio condotto presso l’università di Manitoba in Canada e pubblicato sulla rivista American Journal of Gastroeneterology.

L’uso di antibiotici nel neonato prima che compia il primo anno di vita può sbilanciare la normale flora batterica residente dell’intestino e facilitare il processo alla base delle malattie autoimmuni come il morbo di Crohn o la colite ulcerativa: le difese immunitarie riconoscono come non-self i batteri intestinali.
Gli autori dello studio hanno esaminato i dati relativi a 36 bambini per i quali fra il 1996 e il 2008 è stata fatta diagnosi di IBD e li hanno seguiti per 8 anni confrontando i loro dati con quelli di 360 bambini sani, non affetti da alcuna patologia intestinale.

Si è visto che i bambini con diagnosi di IBD nel 58% dei casi avevano assunto antibiotici durante il loro primo anno di vita, mentre solo il 39% dei bambini sani ne aveva assunto durante il primo anno di vita.
Certo i risultati ottenuti da questo studio devono essere ripetuti su un più ampio gruppo di bambini, ma spinge a riflettere sull’opportunità di somministrare antibiotici durante il primo anno di vita: spesso i malanni del neonato sono su base virale e quindi non responsivi all’antibiotico!


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Reuters Health

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