Bambini: una scala per valutare le capacità cognitive
Sanihelp.it - La valutazione delle abilità cognitive nei bambini è cruciale per evidenziare eventuali disturbi dello sviluppo neurologico e progettare il conseguente intervento riabilitativo. Tale valutazione è però particolarmente impervia, per vari motivi, e non può consistere in prove progettate per gli adulti.
Attualmente in Italia la disponibilità di
test per la valutazione neuropsicologica nei bambini è limitata. Per tale motivo il Polo friulano dell'IRCCS E. Medea ha effettuato l'adattamento alla lingua italiana e la standardizzazione della batteria NEPSY II, lo strumento di valutazione neuropsicologica del bambino dai 3 ai 16 anni più completo e sistematico pubblicato finora.
Esamina lo sviluppo neuropsicologico del bambino in sei domini cognitivi (attenzione e funzioni esecutive, linguaggio, funzioni sensorimotorie, elaborazione visuo-spaziale, memoria e apprendimento, percezione sociale) e consiste in prove che possono essere combinate in modo flessibile per formare una
valutazione di base o estesa dei vari domini cognitivi.
La possibilità di fornire sia punteggi quantitativi, che si compongono in un profilo neuropsicologico, sia osservazioni qualitative, affina ulteriormente lo strumento nel rilevare deficit cognitivi sottili che possono interferire con l'apprendimento.
Attualmente sono in corso una serie di ricerche in
bambini con disturbi mentali in Italia i cui risultati poi verranno comparati con quelli di studi clinici in Stati Uniti e Finlandia. In particolare, all'IRCCS E. Medea di San Vito al Tagliamento verranno valutati bambini con disturbi dello sviluppo e neurologici come disturbo da deficit di attenzione/iperattività (
ADHD), disturbi dell'apprendimento (dislessia e discalculia), disturbi del linguaggio, disturbi dello spettro autistico, epilessia e danni cerebrali acquisiti.
Ciò consentirà un confronto più ampio tra i vari centri a livello nazionale e la possibilità di
esplorare la costante funzionale dello sviluppo conoscitivo indipendentemente dalla cultura, dalla lingua e dal sistema di istruzione. Inoltre, il numero enorme di dati disponibili offrirà un'opportunità unica di investigare gli effetti dei fattori anagrafici (per esempio il genere) e socio-economici (per esempio il livello di istruzione dei genitori) sullo sviluppo cognitivo.
di Roberta Camisasca
Fonte: Associazione La Nostra Famiglia - IRCCS E. Medea
Tags: adhd, dislessia, nepsy II
Revisione: 09-11-2010