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Prevenzione

Collo dell'utero: tre regole

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Pubblicato il: 23-11-2010

L'incidenza del tumore del collo dell'utero è in aumento con 7.756 nuovi casi diagnosticati ogni anno in Italia. La prevenzione però è possibile: scopriamo le indicazioni della SIGO

Collo dell'utero: tre regole © Photos.com Sanihelp.it - Il Congresso Nazionale SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) nell'incontro Tumore nel corpo uterino: quo vadis?, ha riunito gli esperti italiani e i colleghi della Mayo Clinic Foundation del Minnesota in un confronto su una patologia che colpisce prevalentemente le donne in prossimità della menopausa, ma che in età giovanile può essere affrontata preservando la fertilità femminile.

In particolare sotto accusa sono le abitudini alimentari, il sovrappeso e la conduzione di una vita sedentaria, considerato che recenti studi hanno documentato come condurre attività fisica regolare possa ridurre il rischio di carcinoma dell'endometrio di circa il 30%. Ormai da molti anni la frequenza del carcinoma dell'endometrio è in aumento nelle popolazioni occidentali, come conseguenza dell'invecchiamento della popolazione e degli stili di vita.

Le tre regole d'oro della prevenzione sono:

1. Mantenere un peso corporeo nella norma nel corso di tutta la vita.
2. Ridurre il consumo di grassi.
3. Regolare attività fisica (almeno 2-3 volte alla settimana).

Come spiega il Presidente della Società Italiana di Chirurgia Ginecologica, Luigi Frigerio: «Il fattore di rischio più significativo è l'obesità, che aumenta il rischio da 3 a 10 volte. Il cancro dell'utero è più frequente nelle donne in cui esistono condizioni che tendono a creare squilibri ormonali, come le terapie sostitutive in menopausa non bilanciate, l'obesità, la sterilità per mancanza di ovulazione e la menopausa tardiva. Una piccola percentuale di casi può essere ereditaria.

La scelta chirurgica si basa sulla considerazione che la maggior parte di questi tumori sono confinati al corpo uterino e che l'intervento può essere di per sé sufficiente a curare la malattia. La chirurgia consente di identificare i fattori di rischio che possono indicare la necessità di ulteriori trattamenti per migliorare gli indici di cura.

La chemioterapia e la radioterapia da sole o in combinazione possono prevenire le recidive o curare gli stadi avanzati dei tumori dell'utero. Come per i tumori della mammella, le terapie integrate del cancro dell'utero si basano sulla conoscenza di elementi clinici e di nuovi fattori biologici che condizionano le scelte terapeutiche».




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