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Io vado avanti - Tumore al seno

Parlare della malattia al partner e ai figli

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Pubblicato il: 21-12-2010

Il tumore è un'esperienza che mette a dura prova la coppia, parlare della malattia in famiglia può essere difficile, soprattutto se ci sono figli. La psicoterapeuta Daniela Ferriani prova a dare qualche suggerimento

Parlare della malattia al partner e ai figli © Photos.com Sanihelp.it - Una diagnosi di tumore al seno può suscitare profondo turbamento anche nel partner; una comunicazione aperta nella coppia risulta indispensabile per una relazione di mutuo sostegno e soccorso. Vincere le resistenze e provare a parlare liberamente, condividendo pensieri ed emozioni, permette di costruire relazioni di conforto reciproco. Invece per paura di essere invadenti da un lato e per desiderio di difesa dall'altro, si tende al silenzio.

Le donne devono imparare a essere pazienti, evitare le critiche, ma accettare pareri discordanti, trovarne una giustificazione e cercare un nuovo punto di vista. 

I partner vivono una situazione cruciale: c'è chi in preda alla paura tende a chiudersi e chi invece vede la malattia come una missione e tende a sostituirsi alla propria compagna. Il partner vive con più serenità se riesce a mantenere canali di ricarica emotiva e avere spazi di decompressione, supporto e condivisione, al di là della relazione con la compagna. 

Nel caso la coppia abbia figli, molte preoccupazioni si concentrano su di loro, su come proteggerli da questa situazione che può generare ansia. 

- Nascondere ai figli quello che sta accadendo non è possibile: hanno delle speciali antenne per captare i cambiamenti degli equilibri all'interno della famiglia.

- Se gli adulti non rendono partecipi i figli fornendo le giuste spiegazioni, saranno gli stessi figli a riempire il vuoto comunicativo con timori, congetture e ipotesi che potranno risultare ancora più difficili da gestire.

- I figli porranno domande dirette su argomenti che i genitori fanno fatica a elaborare personalmente. Avvicinarsi al linguaggio adeguato all'età dei figli può essere un aiuto: con i più piccoli ci si può affidare alle favole, per aiutarli a cogliere aspetti complessi, con i più grandi è possibile dare informazioni sul percorso della malattia e le soluzioni proposte.

Molte donne spinte dal desiderio di sfogarsi e di cercare conforto hanno iniziato a comunicare via Internet, servendosi dei blog. Hanno così creato una rete di rapporti, un gruppo affiatato e solidale da cui sono nate amicizie che, a volte, hanno superato i confini del virtuale per incontrarsi nella realtà.

La malattia può ridimensionare la rete sociale, ma quella che resta ne esce rafforzata e rinnovata. Si deve continuare a progettare la propria normalità anche di fronte alla malattia.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Astra Zeneca

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