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Io vado avanti - Tumore al seno

I diritti: domande e risposte

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Pubblicato il: 21-12-2010

Giuseppe Draetta, Specialista in Medicina Legale, ci guida alla scoperta degli aiuti socioeconomici in favore del paziente contemplati dalle leggi del nostro ordinamento e dei diritti del malato

I diritti: domande e risposte © Photos.com Sanihelp.it - 1. Dovrò affrontare la spesa dei ticket sanitari per esami e visite? Con una diagnosi di tumore si ha diritto all’esenzione del pagamento dei ticket per gli esami e per tutte le prestazioni correlate alla malattia e alle sue complicanze, che sono quindi del tutto gratuiti se eseguiti in convenzione. L’esenzione vale anche per i ticket sui farmaci. Il tesserino dell’esenzione si ottiene allo sportello esenzioni della propria ASL presentando la documentazione sanitaria con la diagnosi di malattia oncologica ed è contrassegnato dal codice 048 che indica il tipo di patologia.

2. La chirurgia plastica per ricostruire un seno operato per asportare un tumore è a pagamento? La chirurgia per il rimodellamento o la ricostruzione del seno è parte integrante del trattamento chirurgico del tumore del seno, e dunque non è a pagamento.

3. Se ho subito la mastectomia radicale e non voglio la chirurgia plastica (o non posso riceverla) ho diritto ad avere gratuitamente la protesi esterna? Il Servizio Sanitario fornisce gratuitamente la protesi mammaria esterna. La protesi è sostituita gratuitamente ogni tre anni; in via eccezionale si potrà avere una sola volta la sostituzione prima di questo termine.

Se devo essere curata in un’altra regione posso chiedere un rimborso delle spese di viaggio? Non tutte le Regioni prevedono questa possibilità. Nelle Regioni che concedono il rimborso, la condizione è che la prestazione non sia disponibile in un ospedale della propria Regione o che i tempi di attesa siano troppo lunghi. La richiesta va presentata all’ASL, deve essere autorizzata prima del trasferimento fuori Regione, e il rimborso delle spese avverrà dopo il viaggio.

Posso essere seguita da uno psicologo attraverso il servizio sanitario? Molti ospedali prevedono una consulenza psicologica durante il ricovero, come parte integrante del percorso di cura. Di solito, però, questa non è più utilizzabile dopo la dimissione. 

Sono stata operata di tumore al seno; adesso devo fare la chemioterapia. Come viene generalmente considerata rispetto all’handicap? In questo caso viene riconosciuto l’handicap grave, almeno per il tempo necessario a completare la chemioterapia.

Come si presenta la domanda? La domanda si invia all’INPS esclusivamente on line, evitando code e attese scomode.

Cosa si deve fare in pratica? Andare dal medico di famiglia con la documentazione sanitaria dello specialista: il medico invierà on line il
certificato per la domanda e ne rilascerà al cittadino una copia, consegnerà inoltre un codice per le fasi successive della domanda.
È consigliabile chiedere poi un appuntamento al patronato di un sindacato o anche a un’associazione di pazienti per la compilazione e trasmissione della domanda per via telematica: per questo serviranno la copia del certificato e il codice rilasciato dal medico. Il certificato del medico vale 30 giorni, se entro questo termine non si completa la procedura si dovrà tornare dal dottore per un nuovo certificato. Il certificato è a pagamento e il medico non può rilasciarlo gratis.

Servono due diverse domande per invalidità civile e handicap? No, si può chiedere l’accertamento per entrambe con una sola domanda.

I giorni di assenza per le cure sono contati come normale assenza per malattia? Alcune tutele speciali in ambito lavorativo derivano dal solo fatto di avere avuto la diagnosi di tumore, da documentare al datore di lavoro con dichiarazione del medico curante. Generalmente, a una donna che abbia subito l’asportazione di un tumore del seno e deve ricevere radioterapia o chemioterapia viene riconosciuto l’handicap grave, almeno per un certo periodo di tempo (legge 104/1992 permessi lavorativi).

Chi mi assiste ha diritto a congedi anche prolungati dal lavoro? Il familiare (coniuge, convivente o parente entro il secondo grado) può chiedere un permesso retribuito di tre giorni all’anno secondo la legge 53/2000 per grave infermità. Inoltre, il lavoratore che documenti gravi motivi familiari ha diritto a un periodo di congedo non retribuito per un massimo di due anni, continuativo o frazionato.

Posso chiedere di avere il permesso di libera circolazione e sosta? 
A una persona che deve sottoporsi a cure antitumorali generalmente si riconoscono gravi difficoltà di spostamento, che costituiscono il requisito per ottenere questo permesso. Per ottenerlo, è necessario inoltrare la domanda al Comune di residenza, e poi prenotare una visita all’ufficio medico-legale della ASL, che rilascerà il certificato necessario per ottenere il contrassegno.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Astra Zeneca

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