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Io vado avanti - Tumore al seno

I benefici del movimento

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Pubblicato il: 21-12-2010

La dottoressa Fulvia Gariboldi, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, ricorda i benefici del movimento e l'importanza della riabilitazione come espressione della voglia di andare avanti

I benefici del movimento © Photos.com Sanihelp.it - La donna che ha combattuto la battaglia contro il tumore merita di ritrovare uno stile di vita che si avvicini il più possibile a quello precedente la malattia: deve poter riprendere le abituali attività quotidiane, gli sport, gli hobby preferiti, seppur dopo gli indispensabili tempi di convalescenza e le cautele necessarie.

Mobilità dell’arto coinvolto dall’intervento chirurgico, aumento di peso e comparsa di linfedema sono i tre aspetti che maggiormente preoccupano chi ha subito il trattamento per un tumore del seno. Ve ne sono comunque altri che compaiono a distanza di tempo e rischiano di essere anche più invalidanti: per esempio, il cambiamento della postura, che produce deviazioni dal regolare assetto corporeo e dai normali schemi di movimento, le conseguenti contratture muscolari e rigidità articolari, la facile affaticabilità insieme all’insorgenza di dispnea (fiatone) anche con sforzi di modesta entità, e infine l’osteoporosi.

Dopo l'intervento:
- Si può iniziare con lenti movimenti in estensione del braccio e del gomito, senza sforzarsi e senza percepire tensione o dolore.
- Si può procedere successivamente aumentando gradualmente l’intensità del movimento e aggiungendo esercizi più complessi che coinvolgano in sequenza tutti i segmenti dell’arto: dal polso alla spalla fino ad arrivare al collo
- Gli stessi esercizi vanno ripetuti anche dalla parte controlaterale e accompagnati da atti respiratori lenti e profondi, che espandano il torace e sostengano l’armonia del movimento.

Già dopo due o tre settimane dagli interventi chirurgici (per l'asportazione del tumore e per la ricostruzione), è importante effettuare una prima visita fisiatrica, con particolare attenzione alle libertà articolari, alle funzioni muscolari della spalla e dell’arto interessati, alla ricerca di eventuali movimenti incompleti o anormali. L'obiettivo è quello di  impostare un percorso riabilitativo finalizzato e personalizzato.

Fare movimento è importante, eccone i sette benefici:

1. Recuperare la funzionalità della spalla e dell’arto.
2. Mantenere una postura corretta.
3. Ritrovare il peso forma.
4. Contrastare il rischio osteoporosi e ridurne gli effetti.
5. Ridurre il rischio di linfedema dell’arto interessato.
6. Migliorare il metabolismo.
7. Sfogare le tensioni emotive.

L’asportazione dei linfonodi, spesso correlata all’intervento chirurgico sulla mammella, comporta con una certa frequenza la comparsa di un ristagno di linfa che può avere caratteristiche e sede diverse. Può comparire senza causa apparente o essere determinato da specifiche attività o incidenti. La cura del linfedema inizia dalla prevenzione e anche in questo caso è necessario imparare a
riconoscere i segnali che il corpo invia: una maggior stanchezza accompagnata da una maggiore succulenza del braccio è un campanello d’allarme. Il movimento non è una causa scatenante del linfedema, anzi secondo studi recenti le pazienti che svolgono un’attività sportiva sviluppano meno frequentemente questa affezione.

Vi sono alcune attività che però è meglio evitare:

- Sono particolarmente rischiose le attività ripetitive anche se di piccolo impegno muscolare come ricamare o lavorare all’uncinetto o usare il mouse per tempi prolungati.

- Evitare di effettuare sforzi a cui non si è allenate come i traslochi o guidare per viaggi lunghi durante i quali non si cambia posizione per parecchio tempo.

- Anche la permanenza sotto il sole durante le ore centrali della giornata può essere sufficiente per scatenare un maggior turgore dell’arto interessato.

- Le cause più pericolose sono tagli, abrasioni, scottature, punture di spine. Spesso successivamente a questi piccoli incidenti una parte dell’arto o tutto l’arto si fanno caldi e arrossati e compare un rialzo febbrile. In questo caso è d’obbligo recarsi dal medico curante per la prescrizione di farmaci più idonei e, dopo la guarigione, dal fisiatra per un’ulteriore valutazione e l’eventuale prescrizione di terapie drenanti.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Astra Zeneca

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