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Mieloma multiplo: nuova terapia

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Pubblicato il: 21-12-2010

I pazienti con mieloma multiplo candidati a ricevere il trapianto autologo possono beneficiare di una nuova efficace terapia, che aumenta la percentuale di remissioni e riduce il rischio di progressione della malattia

Mieloma multiplo: nuova terapia © Photos.com Sanihelp.it - Da uno studio condotto in 73 centri ematologici e oncologici italiani, condotto da un gruppo di ricercatori, coordinati dal Professor Michele Cavo dell'Istituto di Ematologia Seragnoli dell' Università di Bologna, Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Orsola-Malpighi e pubblicato su The Lancet emerge una nuova indicazione terapica per i pazienti con mieloma multiplo in attesa di trapianto autologo (reinfusione di cellule staminali raccolte dal proprio sangue).

Lo studio ha coinvolto circa cinquecento pazienti con la malattia di nuova diagnosi e ha evidenziato che una nuova combinazione di tre farmaci (VTD) consente di triplicare la percentuale di remissioni prima del trapianto rispetto a una delle terapie convenzionali maggiormente in uso e costituita da talidomide e cortisone (TD). 

Il trattamento con VTD a due mesi dall'inizio della terapia ha fatto registrare il 31% di remissioni, contro l'11% con TD. I ricercatori sottolineano come il beneficio ottenuto sia uno dei più elevati e rapidi registrati sino a questo momento con una terapia eseguita subito dopo la diagnosi. La nuova combinazione a tre farmaci (VTD) ha dimostrato la sua maggiore efficacia rispetto a quella a due farmaci (TD) anche come terapia di consolidamento dopo il trapianto autologo, consentendo di incrementare ulteriormente la percentuale di remissioni fino al 62%.

La nuova terapia somministrata in associazione al trapianto autologo ha ridotto del 39% il rischio a tre anni di progressione della malattia e ha significativamente prolungato la durata della sopravvivenza libera da progressione (68% a tre anni rispetto al 56% con TD), riducendo del 37% il rischio di eventi correlati alla malattia. Questo risultato è stato mantenuto anche nei pazienti a prognosi sfavorevole.


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Agi

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