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Prevenzione

Occhio al raffreddore da ufficio

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Pubblicato il: 11-01-2011

Dopo Natale si torna in ufficio e aumenta il rischio di ammalarsi di raffreddore, complici l'aria secca e la scarsa igiene. I consigli per non farsi contagiare.

Occhio al raffreddore da ufficio © Photos.com Sanihelp.it - Tempo di rientro al lavoro: tornare ai ritmi frenetici dopo lo stop delle festività natalizie non è semplice, ma varcando la porta dell’ufficio gli italiani non devono fare i conti solo con la sonnolenza e la svogliatezza del dopo-feste. A complicare le cose ci si mette anche l’appuntamento stagionale con il raffreddore, che conta ogni anno oltre 22 milioni di vittime.
Non un semplice disturbo, ma una vera infezione delle vie aeree che provoca malessere, mancanza di concentrazione, affaticamento, difficoltà a dormire e mal di testa.

Tra le cause, anche l’aria secca degli ambienti interni, come quelli di lavoro. L’aria secca infatti abbassa la resistenza alle infezioni dei virus e la diminuzione delle temperature genera una minore difesa immunitaria.

Come se non bastasse, stare accanto a persone infette aumenta il rischio di contagio. Si è calcolato infatti che uno starnuto libera più o meno 20.000 goccioline di diametro medio inferiore a 100 micrometri, che possono restare sospese nell'aria anche per diverse ore. Al contrario, le goccioline emesse con i colpi di tosse, che risultano di dimensioni maggiori, sono abbastanza pesanti da cadere a terra relativamente in fretta. Non soltanto: le goccioline di Flugge emesse con uno starnuto possono arrivare fino a una distanza di sei metri.

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha le idee chiare: bisogna effettuare pulizie nei luoghi di lavoro con regolarità, cioè almeno una volta al giorno e tutte le volte che le superfici dure che più comunemente possono essere toccate da più persone (ripiani di scrivanie e tavoli , computer e relativi accessori, maniglie, telefoni, lavandini e rubinetti ecc. ) appaiano visibilmente sporche, prima e dopo i pasti in ambienti destinati alla refezione, utilizzando prodotti detergenti a uso domestico secondo le istruzioni riportate in etichetta (va tenuto presente che i virus influenzali possono sopravvivere sulle superfici ambientali, e rimanere infettanti per le persone, per due-otto ore e che la detersione/disinfezione delle superfici risulta in grado di ridurre notevolmente le possibilità di diffusione del virus).

Inoltre il Ministero invita datori di lavoro e dirigenti a rendere disponibili fazzolettini di carta e salviette monouso per contribuire a tenere sempre pulite le postazioni di lavoro (ripiano della scrivania, tastiera del computer, telefono) e idonei recipienti per il loro smaltimento.

Ai lavoratori si raccomanda invece di: lavarsi le mani con acqua e sapone o con i gel alcolici più volte al giorno, in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito; coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce; evitare di toccarsi continuamente mani e bocca e di strofinarsi gli occhi; mantenere almeno un metro di distanza dagli interlocutori.

È importante anche che sul luogo di lavoro la temperatura non superi i 20-21 gradi. Infine in caso di contagio, è bene, se possibile, rimanere a casa per evitare di entrare in contatto con ulteriori virus e batteri e per scongiurare il contagio di colleghi e superiori.


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