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Nuove evidenze scientifiche

Iperico amico del buonumore

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Pubblicato il: 11-01-2011

Sempre più studi confermano le proprietà benefiche di questa pianta nella regolazione del tono dell'umore. Vantaggi anche in caso di sindrome premestruale.

Iperico amico del buonumore © Rete Sanihelp.it - L'hypericum perforatum, popolarmente conosciuto come Erba di San Giovanni, è una pianta nota fin dall'antichità e il cui millenario utilizzo affonda le radici nelle pratiche salutistiche di greci e romani, che lo utilizzavano come diuretico, antimalarico, cicatrizzante, lenitivo, contro la sciatica e le fratture e per regolarizzare il flusso mestruale. Nel Medioevo era considerato un utile rimedio per ansia, malinconia e disturbi del sonno.

L’origine del nome non è del tutto chiara, ma si pensa che sia riconducibile al momento della fioritura di questo arbusto nel periodo del solstizio d’estate, quando i suoi bellissimi fiori gialli venivano raccolti in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giovanni.

L’efficacia e la sicurezza dell’iperico sulla modulazione dell’umore sono state confermate da numerosissimi trial clinici. Citiamo per tutti la recente revisione Cochrane (la più autorevole banca dati di revisioni sistematiche della letteratura medica scientifica) che, sulla base delle evidenze rintracciabili in letteratura, sostiene che l’iperico è più efficace del placebo nei malati di depressione e ha effetti simili a quelli degli antidepressivi di sintesi, pur avendo minori effetti collaterali.
L’ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytoterapy) ne suggerisce l’uso negli stati depressivi di lieve e media entità.

Secondo un recente studio, sembrerebbe anche che l’iperico, assunto quotidianamente, possa essere più efficace del placebo nell’alleviare i più comuni sintomi fisici e comportamentali associati alla sindrome premestruale.

Le conclusioni sulla sicurezza d’uso di questa pianta non si basano solo sui numerosi studi clinici, ma anche su studi di sorveglianza post-marketing e sui dati dei sistemi di farmacovigilanza che riguardano molti milioni di giornate di assunzione di prodotti contenenti iperico.

È sempre bene, comunque, consultare il medico prima di assumere l’erba di San Giovanni perché questa pianta potrebbe interferire con eventuali cure farmacologiche in corso, per esempio a base di antivirali per il trattamento dell’HIV, anticoagulanti, antidepressivi e contraccettivi orali.

Ricordiamo anche che in Italia il Ministero della Salute ha fissato in 7 mg per unità posologica il contenuto massimo di estratto di iperico ammesso per gli integratori alimentari. E sul mercato italiano è presente una sola specialità medicinale a base di estratto di iperico autorizzata al Ministero della Salute (Nervaxon 300 mg).


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio AIIPA (Associazione Italiana Industrie prodotti Alimentari – Area Integratori Alimentari)

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