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Adolescenti a rischio infezioni sessuali

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Pubblicato il: 25-01-2011

Tredicenni lombarde sempre più precoci, con un approccio superficiale e disinformato al sesso. E le infezioni sono dietro l'angolo.

Adolescenti a rischio infezioni sessuali © Photos.com Sanihelp.it - Una ragazza su 5, in Lombardia, scopre le gioie del sesso già a 13 anni, ma sottovaluta enormemente i possibili dolori legati a un’attività sessuale sprovveduta e non protetta: le malattie sessualmente trasmissibili. Lo confermano anche i dati di accesso ai centri di MTS milanesi, che hanno fatto registrare un aumento del 25% dei giovani che vi si rivolgono per infezioni del distretto uro-genitale.

Casi in crescita (soprattutto di vaginosi batteriche e micoplasmi), ma ignoranza che permane, come emerge da un’indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) in collaborazione con l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano tra 1.300 studentesse di 13-18 anni di undici scuole milanesi: il 50% delle ragazze ignora che sono proprio le giovani donne le più a rischio di infezioni sessuali.

«Spesso queste malattie vengono sottostimate, perché poco conosciute, e i loro sintomi trascurati, con conseguenze che potrebbero diventare gravi e generare problemi di sterilità in età riproduttiva» avverte Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da. Succede a una ragazza su tre. «Esistono invece chiari segnali quali perdite vaginali anormali, secrezioni uretrali, prurito, bruciore o dolore associati alla minzione e durante i rapporti sessuali, piccole ulcere, vescicole o bolle nella zona genitale che dovrebbero indurre le ragazze a consultare, già alla prima comparsa, il proprio medico o uno specialista» ricorda sempre Merzagora. Ma il 65% delle giovani non sa dell’esistenza di reparti di ginecologia adolescenziale.

E superficiale è anche la conoscenza della prevenzione: nonostante una grande percentuale (89%) indichi giustamente il profilattico come principale strategia preventiva, solo tre su quattro dichiarano che lo userebbero sempre, una su cinque solo in caso di rapporti occasionali ed il 2% ne fa completamente a meno. Persistono, inoltre, convinzioni errate, come il considerare la pillola una forme di protezione dalle malattie (ma così non è) e nel reputare l’AIDS un problema solo dei tossicodipendenti.

Eppure l’AIDS è, tra le malattie sessualmente trasmissibili, quella che le adolescenti citano maggiormente. «Le percentuali di consapevolezza si abbassano notevolmente per l’epatite, la sifilide, l’herpes genitale, il papilloma virus, la clamidia o la gonorrea» sottolinea Vincenzina Bruni, ordinario di ginecologia e ostetricia all’Università di Firenze.

Un quadro non certo roseo, migliorato solo dal fatto che le giovani chiedono una maggiore informazione e alla scuola e ai genitori, prima che alla Tv e alle amiche «Tuttavia andrebbero maggiormente sensibilizzate all’importanza di una figura sanitaria referente (sia essa il ginecologo, il medico di famiglia o il consultorio) che tenga conto del punto di vista dell’adolescente, sia capace di rispondere al bisogno immediato dei ragazzi aprendo canali di comunicazione che si basano sulla disponibilità all’ascolto e sulla chiarezza dell’informazione» conclude Bruni.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
O.n.Da

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