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I dati della campagna informativa di fine gennaio

Hpv: il vaccino c'è, ma..

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Pubblicato il: 08-02-2011

Più della metà delle mamme italiane non è informata sul vaccino anti-Hpv. Così molte ragazze non sono ancora vaccinate. Ecco cosa bisogna sapere per accedere al servizio.

Hpv: il vaccino c'è, ma.. © Photos.com Sanihelp.it - La novità del vaccino, i dubbi sulla sua efficacia e sicurezza, la scarsa informazione ricevuta, uniti al costo e al parere incerto del medico, sia esso ginecologo o pediatra: sono questi fattori a condizionare i risultati della campagna di prevenzione vaccinale del tumore al collo dell’utero per le adolescenti iniziata dal Ministero della salute nel 2007 e che oggi, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, vede vaccinate solo il 59% delle adolescenti nate nel 1997 (il primo gruppo di ragazze che ha ricevuto in tutta Italia l’offerta gratuita a vaccinarsi), rendendo difficile il raggiungimento dell’obiettivo del 95% ipotizzato per il 2012.

Da gennaio 2008, inoltre, anche Regioni, ASL e distretti hanno iniziato una campagna di sensibilizzazione, eppure oltre il 56% delle mamme dichiara di non aver ricevuto informazioni o di non aver sentito parlare della vaccinazione.

Sono questi i dati emersi da una indagine condotta da O.N.Da, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, in occasione della Settimana europea di sensibilizzazione che si è celebrata dal 23 al 29 gennaio 2011, su un campione di 1.500 italiane con figlie femmine tra gli 11 e i 18 anni.

«Ciò che chiedono queste mamme – spiega la presidente di O.N.Da, Francesca Merzagora – è una maggiore rassicurazione su efficacia, sicurezza e costi della vaccinazione da parte di pediatri, medici di famiglia e ginecologi. Rassicurazione che raramente ricevono».

La conseguenza è un rallentamento delle adesioni, dal momento che solo il 18,9% di loro è consapevole di che cosa sia il papilloma virus, responsabile del carcinoma dell’utero (che colpisce 3.500 donne ogni anno, con circa 1.000 decessi), e che ancora una percentuale troppo bassa (22,7%) ritiene di avere ricevuto un’informazione chiara e completa.

Per questo O.N.Da ricorda a tutte le mamme quali sono i principali punti sulla vaccinazione.

1 – Dove si esegue? La vaccinazione viene praticata presso i Centri Vaccinali delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), gli stessi servizi che eseguono le vaccinazioni obbligatorie dell’infanzia. Il medico di medicina generale o le aziende sanitarie stesse sono in grado di fornire ogni riferimento per accedere ai suddetti servizi.

2 – Cosa bisogna fare se si vuole fare vaccinare la propria figlia? Tutte le dodicenni, in tutte le regioni, ricevono dall’ASL una lettera di invito a presentarsi al servizio per usufruire gratuitamente della vaccinazione.

3 – Quali sono le regole che bisogna seguire se si è fuori coorte? In molte regioni è possibile usufruire della vaccinazione anti-HPV gratuita fino a 16 o 18 anni nei centri vaccinali di zona, in altre regioni è possibile riceverla pagando un prezzo agevolato. Le ragazze oltre il dodicesimo anno di età interessate a ricevere la vaccinazione possono chiedere ulteriori dettagli all’ASL o al centro vaccinale di zona.

4 – Quanti sono i richiami? La vaccinazione anti-HPV consiste di tre dosi di vaccino somministrate a intervalli di tempo ben definiti: viene somministrata una prima dose seguita da altre due dopo uno-due mesi e dopo sei mesi dalla prima.

5 – È necessaria la prescrizione medica? No per la dodicenne che viene vaccinata gratuitamente presso il servizio vaccinale dell’ASL, sì se si desidera essere vaccinate al di fuori delle coorti previste.

6 – Quanti vaccini sono disponibili? Due, diversi per la composizione, ma entrambi sicuri e protettivi verso il cancro del collo dell’utero.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
O.N.Da

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