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È allarme rosso per il cuore delle donne

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Pubblicato il: 22-02-2011
Sanihelp.it - È il genere femminile quello più colpito dalle malattie cardiovascolari: nel mondo il 55% delle donne muore per infarto, ictus, embolia o trombosi, contro il 48% degli uomini. La differenza in Europa è ancora maggiore, 43% uomini e 54% donne, come rilevato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In totale, nel mondo ogni anno 12 milioni di persone muoiono di infarto e ictus, 8 milioni per malattie cardiache e 4 milioni per ictus, più del totale dei decessi provocati da cancro, tubercolosi, AIDS e malaria messi insieme.

La ragione potrebbe risiedere nel fatto che il rischio cardiovascolare nelle donne è spesso sottovalutato a causa dell’errata ma diffusa convinzione che il gentil sesso sia più protetto verso queste patologie, disincentivando così studi specifici sul genere femminile.

Secondo i dati emersi grazie al progetto EuroHeart, nelle 62 sperimentazioni cliniche pubblicate tra il 2006 e il 2009 solo il 33% dei pazienti coinvolti erano donne e solo la metà degli studi riportava un’analisi separata tra i due sessi. Questo significa che l’efficacia e la sicurezza della maggior parte degli interventi preventivi e terapeutici viene valutata in una popolazione prevalentemente maschile.

Oggi è indispensabile aprire una finestra sull’Europa per confrontare i programmi di prevenzione lanciati dai vari Paesi e puntare a una armonizzazione delle politiche sociali, sanitarie, alimentari dell’Europa unita, adattandole alla esigenze del nostro Paese.

La ricerca nel settore della prevenzione permette di identificare le abitudini di vita che hanno un impatto diretto e drammatico sulla probabilità che il sangue coaguli in modo incontrollabile e scateni una malattia da trombosi. Inoltre la ricerca di base aiuta a mettere a punto test di laboratorio utili per definire il profilo di rischio individuale, anche dal punto di vista genetico.


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