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Ultimi dati sui benefici dello sport per i bambini

Bimbi: gli sport che allenano il cervello

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Pubblicato il: 01-03-2011

L'esercizio fisico può migliorare le performance cognitive dei più piccoli. Pallavolo, basket e calcio gli sport più quotati dai neuropsicologi a favore del cervello.

Bimbi: gli sport che allenano il cervello © Photos.com Sanihelp.it - Lo sport fa bene non solo al fisico dei nostri bambini, ma li aiuta anche a sviluppare il cervello e ad andare bene a scuola. Lo afferma Assomensana, Associazione di neuropsicologi, riportando i risultati di una recente indagine dell’Università dell’Illinois.

«Per mezzo della risonanza magnetica, i ricercatori americani hanno riscontrato nel cervello di alcuni bambini sportivi di nove-10 anni un ippocampo più esteso rispetto a quello di coetanei sedentari - riferisce il dottor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana - Infatti l’esercizio fisico consente una più capillare irrorazione sanguigna dell’organo, una produzione di sostanze benefiche, come le endorfine, e una riduzione delle tensioni muscolari e nervose. Queste condizioni aiutano le strutture cerebrali deputate allo svolgimento delle funzioni cognitive superiori, tra cui memoria, attenzione, concentrazione, linguaggio e ragionamento».

Nei giovani un maggior movimento comporta un miglior rendimento scolastico e, in generale, brillanti abilità intellettive. «Rispetto ai bambini pigri, quelli attivi hanno maggiori occasioni di scambi sociali con adulti e coetanei e si intrattengono in ambienti che presentano stimoli diversi dai soliti (casa e scuola); inoltre hanno l’opportunità di affinare il coordinamento visuo-spaziale per conseguire l’obiettivo dell’allenamento, specifica il neuropsicologo.

Tutte queste situazioni stimolano le strutture cerebrali (ippocampo per la memoria, lobo frontale per l’attenzione e la concentrazione, lobi temporali per la comprensione e la produzione del linguaggio, lobo parietale per l’organizzazione visuo-spaziale, lobo occipitale per la percezione visiva, strutture subcorticali per le percezioni propriocettive – percezione della posizione del corpo – e per il coordinamento fisico), rinforzando le capacità mentali».

Ma uno sport vale l’altro? «Premesso che tutti gli sport sortiscono effetti positivi, per un maggiore sviluppo cognitivo è meglio preferire tre tipi di discipline - suggerisce il dottor Iannoccari – Quelle simmetriche, che fanno impiegare entrambi gli arti di tutte e due le porzioni del corpo (superiore e inferiore); complesse, in cui i movimenti non sono predefiniti e ripetitivi, ma molteplici e imprevedibili; di squadra, nei quali bisogna tener conto delle relazioni interpersonali. Di questa categoria fanno parte la pallavolo, il basket, la pallanuoto e il calcio».

«Altre discipline –specifica ancora il presidente di Assomensana - come i giochi a due, tra cui judo, karate e scherma, o prove in solitaria, quali la maratona e il nuoto, stressano il concetto di resistenza alla fatica e concentrazione, si tratta di sport molto fisici ma cognitivamente poco remunerativi».

Quanto tempo è necessario dedicare all’attività fisica per ottenere buoni risultati sul muscolo cerebrale? Tre sessioni alla settimana, ognuna della durata di un'ora, sono più che sufficienti per far bene alla mente.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Assomensana

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