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Il cavallo, tra piacere e terapia

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Pubblicato il: 09-10-2003

Passeggiare a cavallo permette di scoprire i luoghi più segreti e sconosciuti, di percorrere paesaggi incontaminati, lontani dai centri affollati. Ma con il cavallo ci si può anche curare: scopriamo insieme che cos'è l'ippoterapia.

Sanihelp.it - L'ippoterapia è quel complesso di tecniche rieducative che permette di superare danni sensoriali, cognitivi e comportamentali attraverso un'attività ludico-sportiva che si svolge a cavallo. È stata troppo spesso considerata un semplice momento ricreativo per il portatore di handicap. Invece, proprio perché coinvolge il soggetto corporalmente e psicologicamente, la riabilitazione equestre è indicata nel trattamento delle più disparate patologie: dalle paralisi dovute alla spina bifida a quelle dovute a encefalopatia, poliomielite o ictus, dalla schizofrenia, all'autismo, fino ad arrivare alle psicosi infantili.

La pratica ippoterapica ha radici antiche: già nel II secolo a.C. si parlava di utilizzo dell’equitazione per risolvere problemi d'insonnia, come cura dell'epilessia e come trattamento riabilitativo in diversi casi di paralisi. Dopo la prima Guerra Mondiale l'ippoterapia viene riconosciuta ufficialmente dalla medicina. In Italia viene attuata attraverso il principio dell'interrelazione tra disabile, cavallo e terapista. Ecco come funziona:

La mente
Il contatto con un animale, per sua natura imprevedibile e che reagisce ai segnali inconsci di chi lo sta guidando, stimola un serie di attività intellettive come concentrazione, memoria, stabilità emotiva, inoltre tranquillizza e fortifica il carattere.
È molto importante per il portatore di handicap, generalmente isolato e poco responsabilizzato, scoprire queste doti. Questo agevola il rapporto con se stesso e lo sviluppo dell’autonomia.


Il corpo

La particolare andatura del cavallo rinforza la tonicità dei muscoli. La posizione assunta dal cavaliere in sella migliora l'allineamento capo-tronco-bacino e l'equilibrio. Nei soggetti spastici stimola il rilassamento degli arti. Anche la cura del cavallo dopo la seduta va considerata a livello terapeutico. Vengono infatti sollecitati movimenti finalizzati che migliorano la coordinazione delle mani e delle braccia.

Cavalcare porta in generale un benessere psichico e fisico al cavaliere. La possibilità di comunicare e di creare un rapporto con un animale intelligente, e la sensazione di sentirsi liberi in mezzo alla natura non possono che essere un’ottima terapia per chiunque si senta soffocato dallo stress quotidiano.


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Redazione Sanihelp.it

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