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Linguaggio

Attori contro le balbuzie

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Pubblicato il: 01-03-2011

Mentre Hollywood premia con gli Oscar un film sulle balbuzie del re Giorgio VI, l'attore Vinicio Marchioni confessa la sua personale lotta contro il disturbo.

Attori contro le balbuzie © Rete Sanihelp.it - Ripetere parole o sillabe, inciampare in quello che si sta dicendo, prolungando i suoni oppure bloccandosi completamente mentre si sta parlando, il tutto involontariamente: è la balbuzie, un vero e proprio disturbo del linguaggio e della comunicazione, di cui in questi giorni si torna a parlare, merito anche dei quattro premi Oscar ricevuti da Il discorso del re, la pellicola che racconta come re Giorgio VI sia riuscito ad affrontare al meglio il disturbo.

Può sembrare un paradosso che se ne parli proprio a teatro e nei cinema, dove le parole, i monologhi e i dialoghi fa gran parte del proprio lavoro, ma in realtà è una delle migliori testimonianze che si possa dare a quanti ne soffrono. E la pensa allo stesso modo anche Vinicio Marchioni, l’attore che interpreta Il Freddo nella serie tv Romanzo Criminale: « Vorrei che il racconto della mia esperienza diventasse un aiuto per chi ha il mio stesso problema» spiega in un’intervista al mensile Ok la salute prima di tutto. Balbuziente da sempre («mamma dice che ho cominciato verso i quattro anni»), come il padre e il nonno, l’attore è interessato da una forma non grave, che non gli ha risparmiato, però, la cattiveria dei bambini, che lo vedevano un diverso.

Poi, a 19 anni la scelta del teatro: «Decisi che non sarebbe stato il mio handicap a fermarmi. Tornai dal logopedista e rimasi in cura per circa due mesi, durante i quali feci passi da gigante. Credo sia accaduto perché la motivazione a riuscire era così forte dentro me che non poteva essere ostacolata in alcun modo» racconta Marchioni.

Tanto esercizio fino a quando, a 22 anni, il giovane riesce a entrare nella scuola di recitazione. Si applica molto e i risultati non si fanno attendere: «Dopo il primo anno di corso, alla lettura dei copioni non tartagliavo più». E anche sul set la balbuzie è un ricordo: «Quando interpreto un personaggio, sposto la concentrazione da ciò che sono io a quell’altro che sto per diventare. E allora non inciampo».

Effettivamente i corsi di teatro sono un espediente che molti consigliano per aiutare a superare le balbuzie, ma il messaggio di Vinicio è anche un altro, valido per tutti, non solo per aspiranti attori: « Chi vuole davvero ascoltare quel che avete da dire, non si scomporrà per i vostri tentennamenti. Quelli che non si mettono in quest’ottica è perché semplicemente non sono interessati a voi. Lasciateli perdere» consiglia, e aggiunte: «Vi serviranno sempre autoironia e leggerezza: sono le chiavi per vivere bene in un mondo che farà di tutto per ricordarvi la vostra diversità».


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