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La musica associata alla droga danneggia il cervello

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Pubblicato il: 04-01-2002

Gli esperti sanno da molto tempo che una vasta quantità di droghe stimolanti – incluse la metamfetamina e l' Ecstasy – possono avere pericolosi effetti a lungo e corto termine sulle cellule cerebrali. L'effetto dannoso è amplificato dalla musica.

Sanihelp.it - Cosa succede se si sottopongono alcuni topi ad un cocktail di musica da discoteca ad alto volume e metamfetamina , una droga spesso legata ai locali da ballo? La risposta, secondo i ricercatori, è un danno cerebrale più ampio rispetto ad un uso non combinato delle due componenti.

“Il messaggio per i fanatici della discoteca è quello di divertirsi con il ballo e la musica ma di evitare l’uso di droghe stimolanti come la metamfetamina”, dice il capo ricercatore Dott.ssa Jenny Morton dell’Università di Cambridge. Il suo team ha pubblicato i risultati sul numero di Ottobre della rivista NeuroReport.

E’ stato dimostrato ormai da tempo che un vasto numero di droghe stimolanti – incluse la metamfetamina e l’ Ecstasy – hanno effetti pericolosi sia breve che a lungo termine sulle cellule cerebrali. Ma quanto può influire il volume della musica, che è in genere elevato nell’ambiente in cui sono utilizzate queste droghe, sul danno cerebrale?

Nel loro studio, la Morton ed i suoi colleghi hanno esaminato il comportamento di 2 gruppi di topi composti ognuno da 9 o 10 topi adulti in buona salute. Ad alcuni è stata iniettata una soluzione salina innocua, mentre gli altri hanno ricevuto una dose di metamfetamina.

I topi sono poi stati messi in quattro ambienti con sonorità diversa: nessun rumore o rumore elevato o entrambi, rumore di “disturbo”, musica classica di Johann Sebastian Bach o musica rave del gruppo musicale Prodigy. Il volume utilizzato è stato quello che viene usato comunemente in discoteca.

Ecco i risultati: “I topi esposti unicamente alla musica (senza la droga) non avevano subito alcun effetto”, afferma la Morton. “Infatti dopo circa mezz’ora la maggiorparte di loro si era addormentato”.

I topi sotto effetto della droga e posti in ambiente silenzioso o di “rumore bianco” ad alti decibel hanno manifestato i sintomi tipici di intossicazione da metamfetamina. Movimenti continui e ripetitivi per 60 - 90 minuti, per tornare poi ad uno stato di quiete.

“I topi esposti alla metamfetamina ed alla musica alta, hanno manifestato molto prima i sintomi di intossicazione e la loro durata è stata più lunga (2 ore circa)”, fa notare la Morton. Inoltre alcuni movimenti strani ed erratici, come il camminare a ritroso, si sono verificati solo nelle cavie sottoposte ad entrambe le condizioni. In questo gruppo sono anche stati riscontrati un’alta incidenza di convulsioni e di decessi rispetto ai topi degli altri gruppi.

Nessuno dei ratti appartenenti al gruppo non intossicato è morto, “5 dei 40 topi esposti al cocktail metemfetamina/Prodigy e 4 su 40 di quelli sottoposti alla combinazione metamfetamina/Bach sono morti”, conferma la dottoressa. Tra i topi che hanno assunto metamfetamina ma non sono stati sottoposti a rumore elevato uno solo è deceduto.

Il comportamento dei sopravvissuti sembrava tornare normale dopo gli esperimenti, dice la Morton. “Tuttavia, volevamo scoprire se vi erano effetti a lungo termine sui cervelli dei roditori causati dall’esposizione contemporanea alla metamfetamina e musica”.

I ricercatori hanno sezionato gli encefali dei topi cercando segni di gliosi – la proliferazione di un certo tipo di cellule cerebrali definite “un marker per i danni cerebrali”.

Tutti i topi a cui era stata somministrata la droga mostravano segni significativi di gliosi. Nei topi trattati con la sola metamfetamina questi segni sparivano dopo circa 14 giorni. Nei topi sottoposti a droga e musica “la gliosi cerebrale si manteneva ancora in maniera elevata dopo 2 settimane”, aggiunge la Morton.

Nei topi appartenenti al gruppo metamfetamina/Prodigy è stata rilevata anche 5 settimane dopo una gliosi persistente. La tossicità a lungo termine della metemfetamina, quindi, sembra essere più accentuata quando combinata alla musica alta.

Certamente la neurologia umana è molto più complessa di quella dei roditori, e i ricercatori ritengono che prima di arrivare alla conferma dei dati emersi sono necessari più studi sugli esseri umani.

I ricercatori sono convinti che risultati simili si otterrebbero se la droga utilizzata fosse l’Ecstasy e viene caldamente sconsigliato l’uso di queste droghe specie in associazione a musica di volume elevato.



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Redazione Sanihelp.it

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