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Salute in allattamento

Allattare protegge la salute del cuore

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Pubblicato il: 25-03-2011

Uno studio rivela: l'allattamento protegge dal rischio di sindrome metabolica, una malattia che mette a rischio la salute del cuore. Altri consigli: mantenere il giusto peso e camminare tutti i giorni.

Allattare protegge la salute del cuore © Photos.com Sanihelp.it - Un’équipe della Division of Research del Kaiser Permanente di Oakland, California, ha seguito circa 700 donne per 20 anni: quelle che avevano allattato avevano meno probabilità di sviluppare la sindrome metabolica, una condizione patologica comprendente parametri alterati di obesità addominale, ipertensione arteriosa, iperglicemia, Hdl basse e trigliceridemia elevata.
L'effetto protettivo osservato era più evidente tra le donne con una storia di diabete gestazionale.

I ricercatori hanno scoperto che tra le donne senza diabete gestazionale quelle che avevano allattato al seno per più di un mese avevano una probabilità ridotta del 39-56% di sviluppare la sindrome, percentuale variabile a seconda di quanto a lungo avevano allattato. Tra le donne che invece avevano sofferto di diabete gestazionale, l'allattamento al seno per più di un mese riduceva il rischio di sindrome metabolica del 44-86%.

I risultati suggeriscono che l'allattamento al seno possa aiutare a neutralizzare il rischio aumentato di diabete di tipo 2. L'allattamento naturale potrebbe avere un effetto positivo sui livelli glicemici, sulla massa grassa corporea e sulla sua distribuzione.

La sindrome metabolica è un importante fattore di rischio cardiovascolare. Le cause precise non sono del tutto note, nonostante sia chiaro il coinvolgimento del sovrappeso.

È fondamentale dunque prevenire questa malattia riducendo il grasso addominale (girovita), limitando al minimo l’introito di grassi saturi, ovvero quelli presenti nei grassi animali come il burro, svolgere un regolare esercizio fisico (basta camminare almeno mezz’ora al giorno a passo veloce per 5-7 giorni la settimana) e privilegiare cibi poveri di grassi, ma di elevato valore nutrizionale, come cereali, ortaggi e frutta.


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Redazione

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