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Salute in allattamento

Ritrovare l'intesa dopo il parto

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Pubblicato il: 25-03-2011

Ricominciare ad avere una vita sessuale dopo il parto non è facile, soprattutto se si allatta. I problemi sono non solo fisici, ma anche psicologici ed emotivi. Ecco come affrontarli.

Ritrovare l'intesa dopo il parto © Photos.com Sanihelp.it - Affrontare il tema della sessualità dopo una gravidanza può sembrare inopportuno, perché la donna è tutta presa dalla gestione del piccolo nonché ancora provata dal trauma fisico del parto.
In realtà, questo aspetto è molto importante, sia a livello personale, al fine di favorire la riconquista della femminilità, sia a livello di coppia, soprattutto se la vita sessuale durante la gravidanza è stata limitata da condizioni mediche o da una scelta precisa.

Sono molti i motivi che possono condizionare la ripresa della sessualità dopo il parto: il recupero del nuovo assetto ormonale, la persistenza di perdite vaginali, le modificazioni degli organi genitali e il dolore dei punti, le difficoltà nel determinare i periodi fertili, la stanchezza psicofisica.

La comprensione di questi aspetti da parte del partner e la condivisione dei problemi derivanti dalla nuova gestione familiare giocano un ruolo fondamentale nella progressiva ripresa di una vita sessuale serena.

Dopo il parto può essere normale, soprattutto nel periodo dell’allattamento al seno, provare bruciore durante il rapporto sessuale, a causa della secchezza vaginale causata dalla riduzione degli estrogeni. La vagina può, inoltre, perdere temporaneamente elasticità e si può osservare una difficoltà a rilassare la muscolatura pelvica che la circonda.
Anche la sensibilità degli organi genitali durante la stimolazione sessuale può essere ridotta, con conseguente mancanza di lubrificazione. Il rapporto sessuale è, pertanto, doloroso e, spesso, non consente di arrivare al piacere dell’orgasmo.

Così si possono verificare una serie di problemi: riduzione del desiderio e della soddisfazione sessuale, deficit di erezione del partner, breve durata del rapporto.

La maggior parte di questi fenomeni, tuttavia, è transitoria e destinata a scomparire da sé una volta ristabilito l’equilibrio personale e familiare. La cura migliore, in questi casi, è quasi sempre il tempo.
Se, al contrario, la durata o l’intensità dei disturbi persiste nel tempo, è importante parlarne con le figure di riferimento (medico di famiglia, ginecologo, andrologo, psicologo di coppia), al fine di trovare una soluzione idonea, di tipo psicologico (psicoterapia di coppia, tecniche di rilassamento, ecc.) o, se necessario, farmacologico.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Opuscolo Io mamma, una donna nuova dopo il parto, di Rossella E. Nappi, Sezione di Clinica Ostetrica & Ginecologica, UniversitÓ degli Studi di Pavia

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