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Salute in gravidanza

Celiachia in gravidanza: scoprila così

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Pubblicato il: 28-03-2011

Diarrea e pancia gonfia potrebbero essere segnali di celiachia. Ma anche un mal di testa inspiegabile o altri disturbi potrebbero essere sintomi di questa malattia. Che si combatte così.

Celiachia in gravidanza: scoprila così © Photos.com Sanihelp.it - Secondo gli esperti, dietro alcune complicazioni della gravidanza potrebbe nascondersi una malattia: la celiachia.
La celiachia è un’intolleranza al glutine di origine genetica, caratterizzata da una reazione immunitaria a una proteina presente in molti cereali, il glutine, che porta a un’infiammazione cronica intestinale con danno alla mucosa e scomparsa dei villi intestinali. In Italia i casi accertati risultano essere circa 80 mila.

«Studi recenti mostrano una correlazione tra celiachia non diagnosticata e aumento degli aborti spontanei - spiega il Professor Carlo Catassi, Professore Associato di Pediatria, Università Politecnica delle Marche di Ancona – Se tale percentuale infatti in una donna sana si aggira intorno al 10%, in una donna celiaca non diagnosticata e non trattata tale percentuale può raddoppiare. Il dato confortante è però che se la donna celiaca è in dieta gluten free, il rischio di aborto torna a essere pari a quello di una donna sana».

Altri problemi che può dare alla futura mamma una celiachia non diagnosticata sono: parto pretermine, ridotto peso del neonato alla nascita, diminuzione della durata del periodo di allattamento.

I campanelli d’allarme sono soprattutto disturbi gastrointestinali come diarrea, dolori addominali e gonfiore intestinale, ma la celiachia si può presentare anche con sintomi atipici come anemia, osteopenia, cefalea, artriti e artralgie, alterazioni dello smalto dentario, alopecia, dermatite erpetiforme, ecc.

«È quindi fondamentale pensare alla malattia celiaca e cercarla – dichiara il dottor Giuseppe Caula, specialista gastroenterologo presso l’Ospedale Martini di Torino - sia di fronte ai sintomi tipici che a quelli atipici; i soggetti celiaci infatti presentano nel proprio sangue degli anticorpi che si possono determinare attraverso un semplice prelievo ematico. In caso di positività occorrerà confermare il sospetto mediante un esame istologico dei villi intestinali che verrà effettuato tramite una EGD-scopia.

È importante sottolineare che è bene iniziare una dieta aglutinata solo dopo gli accertamenti, al fine di non inficiarne i risultati: con la dieta priva di glutine si assiste infatti a una progressiva negativizzazione degli anticorpi e a una normalizzazione della mucosa duodenale».

Di fronte a questi disturbi il ginecologo dovrebbe sospettare una possibile celiachia e richiedere, oltre agli esami specifici per i sintomi in questione, anche il dosaggio degli anticorpi che marcano l’intolleranza.


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