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Ciuccio sì o no? Sì, a patto che…

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Pubblicato il: 05-04-2011

Il ciuccio può essere usato, anzi, se offerto per dormire può proteggere la vita del bambino. A patto che abbia caratteristiche adeguate e venga eliminato entro i tre anni.

Ciuccio sì o no? Sì, a patto che… © Photos.com Sanihelp.it - Recenti studi dimostrano che il rischio di SIDS (la morte improvvisa del lattante) si riduce se, oltre a mettere in pratica alcuni comportamenti preventivi, si offre il ciuccio al bambino per farlo addormentare.

Nei confronti del succhietto ci sono sempre state diverse perplessità e resistenze, legate soprattutto alla sua influenza sullo sviluppo dell’arcata dentaria, al timore che potesse nascondere una carenza affettiva del bambino o che potesse interferire con l’allattamento.

Grazie allo sviluppo di succhietti ortodontici, che se usati nel modo corretto e adatti all’età del bambino non causano problemi ai denti, oggi la maggior parte di questi pregiudizi sono stati abbattuti.

Le ricerche non solo hanno confermato che il ciuccio, purché scelto e usato correttamente, non provoca danni alla bocca, ma ne hanno anche messo in luce l’efficacia contro la SIDS. In particolare una meta-analisi ha dimostrato che l’uso del succhietto consentirebbe di evitare un caso di SIDS ogni 2.733 bambini. Da qui la decisione dell’American Academy of Pediatrics di includerlo nelle raccomandazioni anti-SIDS.

Quanto invece all’obiezione sull’allattamento, la smentita arriva da una recente ricerca condotta in diversi ospedali argentini che avrebbe dimostrato che, se proposto ad allattamento già avviato, il ciuccio non produrrebbe una diminuzione significativa né nell’esclusività dell’allattamento al seno né nella sua durata.

Il ciuccio avrebbe anche un altro vantaggio. Quando infatti i bambini con un forte bisogno di suzione non ricevono il succhietto, tendono a sostituirlo con il pollice, un’abitudine ben più dannosa per lo sviluppo della mandibola e più ardua da eliminare rispetto al succhiotto: il 70% dei bimbi che si succhiano il dito mantengono questo rito anche dopo i tre anni.

Sì dunque al succhiotto, a patto però di rispettare alcune regole.

Nell’acquistarlo:
• il materiale della tettarella deve essere morbido, in modo da adattarsi perfettamente alla forma specifica del palato di ogni singolo bambino
• la tettarella deve essere a goccia e simmetrica (così non viene messa in bocca sottosopra), e adeguata alla dimensione della bocca del piccolo
• la mascherina esterna deve essere rigida, di forma anatomica, e adattarsi alla conformazione della bocca e del viso del bambino, per evitare malformazioni dentarie e occlusive
• la presenza di ampi fori e particolari ondulazioni garantisce un’adeguata aerazione della pelle e previene le irritazioni dovute al ristagno di saliva.

Nell’usarlo:
• introdurlo una volta che l’allattamento al seno è ben avviato
• limitarlo a determinate situazioni legate al sonno
• non offrilo come ricompensa, ma stimolare l’autostima del bambino
• non reinserirlo se durante la nanna il bambino lo perde
• ridurre l’utilizzo durante il gioco e l’attività motoria (gattonamento, corsa, bicicletta)
• non legare al ciuccio nastri o cordoni, ma utilizzare gli appositi salva-succhietti
• sostituirlo ogni tre mesi
• non utilizzarlo come veicolo di medicinali e non intingerlo in miele o zucchero
• evitare l’esposizione prolungata a fonti di calore e l’immersione nel liquido sterilizzante oltre i tempi consigliati: può alternarne le proprietà.

Nell’eliminarlo:
• eliminarlo entro il terzo anno di età
• proporre libri e storie con finale positivo per eliminarlo senza traumi
• coinvolgere il bambino attivamente nel processo di eliminazione.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Campagna anti-SIDS

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